GIALLO milanese

A cido, quel vento.
«Seconda Unità! Mi ricevete?»
Sapeva di metalli corrosi, idrocarburi combusti, cordite sintetica.
«Qui il Capitano Malerba! Seconda Unità, rispondete!»
Puzzava di tessuti viventi bruciati.
«Lascia perdere».
«Non lascio perdere, maledizione! Seconda Unità! Tenente Sandri! Rispondi!...»
Statica eterica. Sibilo del vento. Ringhiare di incendi. Un holo-Ad azzurro e oro pulsava al di là delle fiamme.
WELCOME TO KZ: KILLZONE! Spettro virtuale su spettri organici. Non perdete l'epico scontro dell'anno!
«Tenente Sandri!» Altra statica. «Mi ricevi?»
«Sono tutti morti». Valli estrasse il caricatore dal fucile d’assalto. «Credevo avessi visto».
«Visto cosa?» Malerba digrignò i denti. «Cosa?»
È giovane, il Capitano Giorgio Malerba. Venticinque anni, forse meno. In teoria avrebbe dovuto averli ancora tutti, i denti. In pratica due terzi della chiostra superiore mancano. Vuoti rossastri tra gengive divorate dalla piorrea. Onda d’urto di un obice di mortaio da 120mm. È stato alla KillZone dell’anno prima. Adesso è tornato, il Capitano Malerba. Un duro e puro, il Capitano Malerba.
«Allora, Sergente Valli: visto cosa!»
Valli inserì un caricatore pieno da cinquanta colpi. «Sono finiti dritti su quel campo di mine-serpente.» Indicò con la canna dell’arma. «Là avanti, quadrante 3-B-7.»
Con la canna dell’arma indicò oltre i tumuli di detriti. Con lo sguardo Malerba seguì la direzione indicata dal dispersore di fiamma, occhi iniettati di sangue nella caligine del combattimento.
Killzone! La sensazionale guerra urbana in diretta! Ordine globale contro caos globale! Scommesse di stato sul canale 5001! Lo holo-Ad si disperse in un vortice di fisica elettromagnetica frantumata. Rivelo' il resto. Crateri fumanti, macerie a tumuli, carcasse devastate. Tutto il resto.
Corpi. E parti di corpi. Cadaveri sbranati dal piombo. Elmetti pieni di morchia purpurea. Il sangue affresca metallo, asfalto, macerie. Uccelli zampettavano da una carcassa all'altra. Gabbiani, interi nugoli. Zampe deformate dall'inquinamento, piume colore delle cloache. C'era anche dell'altro, là fuori.
COM-eyes.
Intere orde. Fluttuavano al di sopra della devastazione. Gli obbiettivi anamorfici zoomarono sui cadaveri. Primo piano delle casse toraciche squarciate. Primissimo piano dei becchi dei gabbiani al lavoro. Macro sul bulbo oculare strappato dalla testa di uno dei caduti.
«Bastardi... Come possono filmare questo?»
«Don’t be stupid, man...» Valli spostò il selettore di fuoco su full-automatic. «... That’s entertainment!»
Malerba digrignò nuovamente le caverne che aveva al posto i denti. Valli aveva ragione. E lui lo sa. Filmavano questo, i COM-eyes, certo. Occhi di comunicazione, nanosistemi al plasma, controllo satellitare. Fluttuano a tutte le latitudini, su tutte le coordinate, dentro tutti gli sfinteri suppurati del Pianeta Terra. Filmano anche molto peggio di questo.
Roghi del petrolio del Medio Oriente e lazzaretti della SARS-5 nel Deccan. Assalti ai supermarket in Messico e rivolte nelle miniere del Katanga. Cratere radiante di Teheran e sale di tortura di Camp X-Ray-7. Total Vision Network, dodicimila canali, alta definizione, non-stop broadcasting, tempo reale. Qualsiasi cosa fa spettacolo, a Total Vision Network.
Qualsiasi cosa
Guerra, carestia, urgani, terremoti, omicidi, epidemie, fosse comuni, stupri di branco, lapidazioni nel nome di qualche dio, chirurgie terminali, suicidi di massa. In qualsiasi luogo, in qualsiasi tempo.
Qualsiasi morte
Valli si passò il dorso di una mano guantata sulle labbra. Le trovò incrostate di ceneri. Erano asserragliati dentro uno dei crateri più grossi. Valli, Malerba e quasi tutta la Prima Unità. Mimetiche da combattimento D&G/Helly-Hensen, scarponi Eagle/Nike, elmetti Kevlar/Porsche, fucili d’assalto HK/MT, Heckler&Koch/Munami-Tanaguchi. Oltre il filo spinato disseminato di stracci e brandelli organici, oltre gli holo-Ad e i COM-eyes, oltre i laghi di sangue e i gabbiani cloacali, si ergeva l’obbiettivo.
Il Duomo.
La salma del Duomo. Grottesco simulacro mutilato dai combattimenti, butterato dall'inquinamento, vaiolato dal lichene mutante. Frontale come un utero sventrato. Lavoro di un RPG pompato al Semtex/K. L’intero rosone come un’occhiaia deforme. Palla di fuoco FI, Fosforo Incendiario, milleduecento Celsius. Poi ventate su ventate di frag a mach-2. L’onda d’urto aveva ridotto. Alla KZ di quell’anno, ruolo difensivo, c’è il Team Nuova Inquisizione. La valanga di detriti schiaccia quattro quinti di loro come scarafaggi. Al Total Vision Network non era piaciuta affatto. Troppo breve, quelle strage, troppo rapid. Non abbastanza dettagli blood & guts. Gli sponsor e il TVN avevano parlato con lo Stato. E lo Stato, nel nome del trittico dio quattrino, patria delle fogne, famiglia dei bordelli, aveva prontamente, incisivamente agito. Niente più roba pesante alla KZ, solo armi d’assalto e mine antiuomo. Che i COM-eyes avessero la loro giusta dose di viscere macellate.
Tutto questo accadeva tre KZ prima. O forse due KZ prima. Valli, il Sergente Maggiore Bruna Valli, non riesce a ricordare. Troppo fuoco, troppo piombo, troppo sangue. Troppi compagni caduti, troppi altri mutilati, ustionati, accecati, castrati. Lei stessa non era passata indenne. Nessuno passa indenne da KZ. Ustione alla spalla, ferita da arma da fuoco alla coscia, timpano destro saltato. Memorie della sofferenza, percorsi della demolizione. Continuavano a torcersi nella mente di Bruna Valli come un groviglio di serpenti.
«D’accordo, ci muoviamo noi!». Malerba sputò una boccata di bava grigiastra. «Granatieri! Tre alto esplosivo, tre frantumazione, tre incendiarie!»
«Farai macellare altri di noi!» Valli lo afferrò per un braccio. «Hanno una mitragliatrice a canne rotanti su quella guglia!»
«Non osare dirmi quello che devo fare, Sergente!» Malerba strappò la sicura a una granata al fosforo incendiario. «Granatieri! Al mio comando!»
«Sta’giù, idiota!»
Valli cercò di afferrarlo per il cinturone tattico. Troppo poco, troppo tardi. Malerba schizzò in piedi fuori dal cratere.
Per primi vennero i lampi. Poco sopra il margine superiore del rosone sventrato. Solamente luci pulsanti, nessun suono. Al livello del suolo l’asfalto si squarciò. Progressiva, folgorante linea di devastazione. Proiettili esplosivi al tungsteno, quattromila colpi al minuto.
La devastazione raggiunse Malerba. Lo tagliò in due, letteralmente. In verticale. Un geyser di viscere dilaniate, sangue vaporizzato, ossa sbriciolate. Bruna Valli sollevò d’istinto il braccio destro, proteggendosi dalla falciata rossa. Un grappolo di COM-eyes venne a fluttuare sulla scena della macellazione. Altri ancora più lontano.
Inquadrando il relitto del Duomo e il campo di fuoco.
Inquadrando Milano. Bruna Valli tornò a scrutare oltre il cratere. Un holo-Ad pulsava sulla dispersione urbana grigiastra, indefinita, disgregata.
Cianuro di stato! L’holo-ad continuò a scivolare su cordigliere di cemento armato corrose dalla pioggia acida. Nell’epoca b.s., il miglior viatico per la miglior vita! Sconti alle famiglie! Bonus alle parrocchie!
B.S., Benessere Sempiterno. Cancellazione del passato e del futuro, inizio del presente infinito. Niente più governo, parlamento, ministri, sindacati. In fondo erano solo ciarpame. Lo erano sempre stati. Bastava un solo e unico capo adesso: il Demiurgo. Clonava se stesso. Assicurava continuità, pace, progresso, gioia.
E spettacolo.
Completo, totale, assoluto. KZ: diamante nel diadema del Total Vision Network. Commemorazione di un qualche grottesca guerra umanitaria al giro del Terzo Millennio. Iraq, Iran, Yemen, Argentina, Sudan, Siria. Commemorazione sul campo di massacro, sia chiaro. Bruna Valli ha perduto riferimenti, ricordi. Forse non li ha nemmeno mai avuti. Il Dipartimento della Gioia ha la sede perfetta. Milano, Duomo, casa di dio. Bruna Valli passò lo sguardo sugli uomini della Prima Unità. Occhi svuotati in facce allucinate. Gettò via il fucile d’assalto, gettò via l’elmetto. Lentamente, come un figura in un incubo, si erse oltre il bordo del cratere. Nessun lampo, dalle rovine del Duomo, nessuna raffica, nessun ringhio di canne rotanti. Nessuno del Team Taxi Selvaggio cercò di ucciderla.
Valli si tolse il corpetto anti-proiettile, si tolse la giubba della mimetica. Li lanciò a perdersi nella devastazione. Il sudore scintillava sulle cicatrici, sui residui delle ustioni. Valli avanzò verso i cavalletti di Frisia e il filo spinato. Oltre il crepitare del fuoco e le urla dei gabbiani cloacali. Dal fumo della guerra, una forma umana venne verso di lei.
Si fermarono faccia a faccia, tra detriti e corpi. I COM-eyes vennero a vorticare su di loro, focalizzando, zoomando.
«Sono Bruna.»
«Sono Glauco». Gli mancava l'occhio sinistro. Mezza faccia era un cumulo di cicatrici da ustione.
Annuirono l’una all’altro.
Estrassero entrambi qualcosa di tasca.
Due semisfere. Superfici convesse di lucido metallo cromato, innesti simmetrici sulla sezione equatoriale. Unite, generavano un oggetto poco più grosso di una palla da baseball. Se il baseball fosse ancora esistito. Bruna Valli e l’uomo di nome Glauco accostarono le semisfere. Si voltarono verso l'orda dei COM-eyes.
«A te, Demiurgo. E a tutti voi, là fuori». Bruna parlò con calma, quasi con tedio. «A tutti voi patetici insetti che vi masturbate con il sangue e budella... degli altri. Questo apparato» Bruna annuì alle semisfere «ha un potere detonante di uno virgola cinque megaton. Il vostro spettacolo sangue & budella finisce qui, finisce ora».
I COM-eyes schizzarono indietro. Era assurdo, naturalmente. Non erano altro che macchine controllate a distanza. Eppure schizzarono comunque indietro.
«Killzone finisce qui. A proposito...»
Bruna e Glauco sorrisero.
«Dio è morto».
Unirono le semisfere.
La vampata del pogrom termonucleare fu visibile fino dall’orbita.