Un giallo il trasferimento della scuola islamica

Cautela alla Direzione scolastica che dovrebbe rilasciare l’autorizzazione

Augusto Pozzoli

Via Quaranta non riapre. La soluzione più vicina in alternativa sembra essere: scuola autorizzata per i 150 bimbi delle elementari (nella Fondazione Mantegazza di via Ariberto) e scuole statali per i trenta ragazzini delle medie con il sostegno di due giorni di doposcuola. La decisione di rimandare l’annunciata riapertura della scuola nella ex fabbrica è stata presa durante un’assemblea notturna fra i genitori dei bambini egiziani e i responsabili della scuola al termine della preghiera della prima giornata di Ramadan. Oggi Francesca Lavizzari, dirigente scolastica della scuola di via Ariberto - l’istituto che sorge di fronte alla Mantegazza - finirà di raccogliere la domanda con relativa documentazione per aprire la scuola autorizzata, quindi l’incartamento passerà nelle mani del direttore scolastico regionale Mario Dutto a cui compete rilasciare l’autorizzazione richiesta. Ci si sta muovendo con la massima sollecitudine, ma allo stesso tempo con la massima cautela.
Non bisogna dimenticare, infatti, che già lo scorso anno era stato predisposto un progetto alternativo alla via Quaranta che prevedeva non solo il graduale inserimento degli alunni egiziani di elementari e medie presso l’Istituto comprensivo di via Heine, ma anche l’apertura di una prima classe di liceo linguistico presso l’Istituto Agnesi di via Tabacchi. Le polemiche sollevate dai partiti, in particolare dalla Lega, avevano indotto il ministro Letizia Moratti a bloccare l’intera operazione. La cautela dei responsabili dell’amministrazione scolastica mira insomma ad evitare che si possa andare incontro a un simile rischio, anche se le condizioni sembrano radicalmente cambiate. Rispetto a un anno fa, infatti, una cinquantina di bambini egiziani che fino allo scorso anno scolastico hanno continuato a seguire le lezioni in via Quaranta oggi frequentano regolarmente scuole elementari statali accogliendo la proposta che ormai più di due settimane fa aveva fatto il direttore scolastico regionale Mario Dutto ai genitori egiziani riuniti in un’assemblea all’Einstein. Altri trenta ragazzini sono pronti a proseguire gli studi presso tre medie statali: quelle di via Heine, di via De Nicola e di via Brunacci.
L’obiettivo è quello di riportare tutti sui banchi di scuola entro la prossima settimana. Ma c’è chi dubita. Danilo Donati, presidente della Fondazione «Laura Solera Mantegazza» ha dichiarato: «Non ho mai autorizzato nessuno a utilizzare i locali della scuola Mantegazza per fare una scuola privata islamica. Ho ricevuto una richiesta da parte del presidente dell’associazione “Risvegli” per usare due o tre aule ma a partire dal gennaio 2006 e per dei corsi di doposcuola a bambini disagiati. Smentisco categoricamente la notizia di una prossima apertura di una scuola islamica alla Mantegazza». Donati ha puntualizzato di non aver mai incontrato né sentito al telefono alcun dirigente della Direzione scolastica («né il signor Dutto, né il signor Zenga») e di non aver mai conversato con il signor Sandro Antoniazzi né con il responsabile di via Quaranta Sharif.