Di Giandomenico preparerà i ventotto dell'Accademia del Leone XIII

É il tecnico più vincente del rugby italiano, l'unico che in un anno non facile per il mondo della pallaovale azzurra ha portato la sua squadra a risultati internazionali di rilievo: Andrea Di Giandomenico è il coach dell'Italia femminile, una squadra che la scorsa stagione ha saputo confrontarsi a viso aperto con il meglio d'Europa. E da quest'anno Di Giandomenico sbarca a Milano con un compito cruciale: portare verso l'alto livello i giovani rugbisti di tutta la Lombardia (nonchè della provincia di Piacenza) selezionati per fare parte dell'Accademia ospitata al Leone XIII, un convitto dove i ragazzi sono chiamati ad unire gli impegni di studio con l'allenamento intensivo necessario nel rugby di oggi per arrivare a livelli di eccellenza.

L'Accademia milanese è una delle nove strutture analoghe create dalla Federazione in tutta Italia. É al suo terzo anno di vita, ma solo quest'anno entra a pieno regime perché vi affluiranno i giocatori che nello scorso biennio sono stati selezionati dai tecnici federali nei club di appartenenza. Sono ventotto ragazzi in tutto, arrivati al rugby nei modi più disparati, spesso cercando uno sport alternativo a quelli consueti, e che un passo per volta - grazie in parte alle dotazioni di madre natura, ma assai più per la serietà con cui si sono impegnati - hanno scoperto che il rugby per loro poteva essere qualcosa di più: non un lavoro, perché il professionismo nel mondo ovale è ancora poca cosa, ma un'esperienza eccezionale nell'alto livello agonistico, quello che per i migliori di loro avrà (e in alcuni casi ha già avuto) lo sbocco nella maglia azzurra.

La vita al Leone XIII è dura: quattordici ore di allenamento alla settimana, comprese due sveglie antelucane, prima di tuffarsi sui libri. I ragazzi che frequentano il liceo classico e scientifico poi si spostano nelle aule della gloriosa istituzione insieme agli allievi «normali», mentre chi è iscritto ad altre scuole si appoggia sugli istituti della zona. A tutti, la federazione garantisce due ore di assistenza scolastica da parte di tutor, in modo da tenere alto il rendimento scolastico. Al Leone i ragazzi dormono dal lunedì (ma chi abita più lontano rientra già la domenica sera) al venerdì, dopodichè rientrano ai club di appartenenza per le partite del weekend. Nel corso dell'anno, affronteranno in quattro test match i pari età delle Accademie di Remedello e di Torino.

Per i ventotto ragazzi del Leone sarà una sfida impegnativa: sono in fase di uscita dall'adolescenza, fisicamente cominciano a prendere forma ma hanno ancora - a dispetto delle spalle larghe - i bisogni e spesso le fragilità della gioventù. Hanno scelto uno sport dove il contatto fisico è continuo e duro, e questo evidentemente non li spaventa: ma unire l'impegno in campo e in palestra ad un buon rendimento scolastico, nella fase finale della media superiore, richiederà da loro doti di concentrazione non comuni. Ma su questo, spiegano in Federazione, non si transige: lo studio innanzitutto.