Gioca col guinzaglio del cane: a 12 anni si impicca alla giostra

Una ragazzina rimane impigliata a una struttura dell'area per bambini. Ora è in coma farmacologico, forse danni cerebrali

Se si salverà, come sembra probabile, dovrà dire grazie a un angelo custode, un passante che ha visto quella macabra figura dondolare appesa alla giostrina con un laccio stretto al collo. È corso, l'ha staccata, ha chiamato il 118 e quindi praticato alcune basilari tecniche rianimatorie che hanno tenuto in vita la ragazzina fino all'arrivo delle ambulanze. Poi la corsa a Niguarda dove i medici l'hanno messa subito sotto sedativi e ricoverata in prognosi riservata. Per il momento non si sbilanciano sugli esiti della terapia, non dovrebbe tuttavia correre pericolo di vita, ma è ancora presto per dire se la prolungata mancanza di ossigeno al cervello non abbia prodotto danni irreparabili.

Sara è una ragazzina di 12 anni, abita con la madre, una donna di 40 anni separata dal marito, e un cagnolino in un condominio tra Affori e Quarto Oggiaro. L'altro pomeriggio poco dopo le 18 è uscita per far giocare la bestiola al parco sotto casa di via Cerkovo. Ha percorso la strada tenendolo al guinzaglio, quindi l'ha sciolto per farlo correre libero. Poi distrattamente si è messa il guinzaglio attorno al collo ed è andata a giocare su una delle tante giostrine disseminate nella grande area verde. Si tratta di una specie di cavo sospeso tra due avvallamenti a una quindicina di metri di distanza, su cui è agganciato un sediolo tipo skilift a cui bambini si appendo per poi lasciarsi scivolare. Il cavo rimane a meno di un paio di metri d'altezza, una bambino medio riesce sempre a toccare terra con i piedi e sotto c'è la sabbia in modo che, in caso di caduta, l'atterraggio sia morbido.

Cosa sia successo esattamente non è dato sapere, nessuno ha assistito alla scena. Facile immaginare però che la ragazza sia scivolata, il guinzaglio sia rimasto impigliato nel gancio stringendola al collo. Così infatti l'ha trovata un passante, un signore di 40 anni che abita anche lui nelle vicinanze. Una scena terribile che non gli ha fatto perdere il sangue freddo. Ha chiamato il 118 e quindi si è precipitato a staccare la bambina. L'ha deposita a terra che sembrava morta, e seguendo le indicazioni della centrale operativa, le ha praticato prima la respirazione bocca a bocca poi il massaggio cardiaco.

Operazioni che con ogni probabilità ha salvato la vita alla piccola che qualche minuto dopo è stata raccolta da un'ambulanza e portata a Niguarda in condizioni disperate. L'uomo è stato subito interrogato dai carabinieri della compagnia Duomo, ma appena affidata la piccola al 118 è comprensibilmente andato sotto choc e fa fatica a ricostruire gli attimi terribili. Pochi dubbi comunque che si tratti di una disgrazia, anche si gli investigatori gli hanno concesso un paio di giorni per riprendersi e raccontare con calma quel che ha vissuto..

Nel frattempo la ragazzina è stata ricoverata in prognosi ovviamente riservata ed è ora in coma farmacologico indotto. I medici ritengono che sia stata presa in tempo e che possa salvarsi. Rimane il dubbio delle lesioni prodotte dalla prolungata asfisssia. Lo strangolamente infatti ha comportato la mancata affluenza di ossigeno al cervello che potrebbe avere dunque riportato danni irreversibili. Danni che però in queste condizioni sono impossibili da accertare. Bisognerà attendere almeno altre 48 ore, il risveglio della bambina e le sue reazioni agli stimoli. Due giorni di ansia per la povera madre da lunedì sera al capezzale della figlia in attesa riapra gli occhi.