Gioielli fatti a mano e mobili restaurati per aiutare l'integrazione dei migranti

Un altro modo originale di fare del bene: siamo in via Pastrengo 2, zona Isola. Qui ha appena aperto «PerGuil», negozio di oggetti unici realizzati a mano, o restaurati e resi come nuovi. Il ricavato va all'associazione San Marco Lavora, che svolge diversi progetti per l'integrazione di giovani immigrati. «PerGuil» sta per «Pervinca» e «Guilda», le due attività di Simone Ugolini e Laura Grote: 42 anni, «milanesissimo» lui e 31 anni, tedesca, lei. Il destino li ha fatti incontrare e ora hanno un nido dove espongono le proprie creazioni: nel laboratorio di Paolo Ugolini, padre di Simone nonché grafico, designer e restauratore da 35 anni, si trovano gioielli di bigiotteria originali realizzati in resina a mano da Laura e mobili e oggetti recuperati e resi moderni da Simone, architetto con una specializzazione nei giardini, e da suo padre. Dalla Yashica anni '70 (50 euro), fino ad un regolo combina colori degli anni '50 o la coppia di vasi lavorati che contengono oggetti di vetro (130 euro). Una lotta allo spreco che va dalle proposte in negozio all'aiuto che si dà acquistando un prodotto.

MCB

Commenti

Gibulca

Mar, 18/04/2017 - 21:21

Da un giornale come questo - che si presume scritto da professionsiti che hanno superato un esame all'ordine e che ogni anno seguono i corsi deontologici - mi aspetto termini corretti. Se un migrante mette piede in Italia, infatti, si chiama immigrato. Per noi un migrante è uno che passa nel Mediterraneo diretto dal Libano alla Spagna o via terra dalla Grecia alla Germania. E' solo una questione di lingua italiana