Il Giornale fa gli anni E San Siro gli fa festa

Nella Scala del calcio sorrisi, palloni e (soprattutto) scarpate

Un contrasto da brividi tra contenuto e contenitore. Il contenuto - infimo - eravamo noi del Giornale in versione «calciatori»; il contenitore - sublime - era lui, sua maestà lo stadio Meazza: skyline di gloria capace di emozionare i campioni, figuriamoci quei mollaccioni del derby Giornale vs Giornale.it. Roba che sta al football come la fantozziana Coppa Cobram sta al ciclismo. Scene tragicomiche hanno preceduto la discesa sul prato dei sogni: un cabaret, organizzato da Massimo M. Veronese e Davide Francioso, che avrebbe ispirato la penna al curaro di Titta Pasinetti, indimenticabile collega cui è stata dedicata la giornata di San Siro, chiudendo nel migliore dei modi le celebrazioni per i quarantennale del Giornale e il decennale del Giornale.it. Sul taccuino immaginario di Titta sarebbero finite frasi memorabili come quella di uno di noi che, serissimo, ha detto al suo bimbo: «Piccolo mio, se papà non avesse fatto il giornalista, è qui che avrebbe fatto gol ogni domenica...». Sparando palle nella porta avversaria? No, sparando palle. E basta. Ma veniamo alla fredda (anzi, raggelante) cronaca del doppio derby. La prima partita se l'è accaparrata (a sua insaputa) il Giornale 3 a 2; la seconda è finita ai rigori e la differenza l'ha fatta il felino Nino Materi, portiere del Giornale.it, neutralizzando il tiro decisivo e scatenando la goduria delle pon pon girl. Da segnalare l'impeccabile arbitraggio di Andrea Favari (amministratore delegato del Giornale), coadiuvato da Giampiero Scevola (pensionato del Giornale). Un grazie di cuore a Valentina Nanni e al direttore di San Siro, Manfredi Palmeri, che non si libererà facilmente di noi. È una promessa. Anzi, una minaccia.