Giornata nera sui binari: tre morti tra treni e metro

Due probabili suicidi e il giallo di un ragazzo caduto dalla banchina alla fermata Rogoredo

Paola Fucilieri

Una domenica tragica. Una splendida giornata di sole primaverile che cozza in maniera tremenda con tre tragedie inaccettabili, due giovani e un anziano, tutti italiani, morti sotto le rotaie della metropolitana e del treno.

Pochi minuti dopo le 16 l'anziano (che era senza documenti) è stato visto lanciarsi, insieme a tutta la disperazione che doveva avere dentro, sui binari della stazione ferroviaria di Milano Certosa, proprio la stessa dove solo 4 giorni fa una studentessa 18enne, Lisa Di Grisolo, anziché utilizzare il sottopassaggio e mentre ascoltava musica a tutto volume con le cuffiette, ha saltato da una banchina per raggiungerne l'altra sponda, senza sentire l'autoparlante che annunciava un treno in transito. Un treno che l'ha uccisa come l'altro che ieri ha troncato la vita al povero vecchio.

Secondo l'ipotesi della Polfer si sarebbe tolto la vita volontariamente anche il 29enne che in mattinata, poco prima delle 11.30, alla stazione ferroviaria di Lecco è stato ucciso dal regionale diretto da Milano Porta Genova alla città brianzola. Dai primi riscontri, il giovane sarebbe stato visto buttarsi sui binari proprio mentre il treno stava arrivando. Al polso, da quanto si è saputo, aveva un braccialetto abitualmente indossato da chi è stato ricoverato in una struttura ospedaliera.

Si tinge di giallo invece la morte di Santiago Galindo, 22 anni, residente a San Donato Milanese, «caduto» sui binari della metropolitana alla stazione di Rogoredo e ucciso da un treno diretto appunto a San Donato. Il ragazzo, descritto dalla madre, un' astigiana, come uno studente tranquillo, aveva passato la notte di sabato in giro con amici. Il convoglio lo ha investito alle 10, una manciata di attimi prima che un addetto dell'Atm, che controlla le banchine attraverso le telecamere, potesse raggiungerlo e trattenerlo per salvargli la vita. L'uomo, infatti, aveva notato dai video quel ragazzo che camminava un po' incerto, quasi barcollante, ai bordi del marciapiede che separa dalla fossa dei binari. Sceso dalla sala delle telecamere alla banchina per controllare se il ragazzo fosse in preda a un malore ed eventualmente soccorrerlo, non l'ha più visto perché Santiago era già caduto sui binari. E qualche secondo dopo il treno lo ha travolto. Proprio mentre l'addetto dell'Atm stava risalendo di corsa per comunicare l'accaduto e interrompere la circolazione.

Il giovane potrebbe essersi sentito male, essere in preda agli effetti di qualche droga o in preda a una solenne sbornia: tutto questo lo stabilirà l'autopsia. Tuttavia, guardando e riguardando i filmati delle telecamere sull'accaduto, con il trascorrere delle ore, secondo la Polfer - che in un primo tempo aveva escluso il suicidio - sembra invece non si possa davvero tralasciare nessuna ipotesi, anche che il ragazzo si sia tolto la vita spontaneamente. La madre di Santiago non sa dire cosa facesse il suo ragazzo a quell'ora alla stazione del metrò di Rogoredo e se fosse davvero in procinto di tornare a casa.