Giovani, blitz di mezzanotte contro le norme «anti-gelato»

Ribellione civile e ironica per dire no all'ordinanza sul commercio. E l'associazione dei pubblici esercizi annuncia un'impugnazione

Ci mancava il divieto del gelato. Chi, anni fa, si era scagliato contro il coprifuoco imposto dalle ordinanze della Moratti, ora priva i cittadini anche della libertà di mangiarsi un sacrosanto cono dopo la mezzanotte nelle zone della movida. E in città scoppia la guerra del «doppio gusto». Sui social network è cominciato un fitto tam tam per boicottare la decisione della giunta Pisapia. Stasera in parecchi hanno deciso di radunarsi davanti alle gelaterie in tarda serata per ribellarsi alla nuova trovata del Comune. Fra i vari blitz di fronte alle vaschette di fragola e pistacchio ci sarà anche quello organizzato dal centrodestra.

Il gruppo Fratelli d'Italia e il consigliere della Provincia di Milano Nicolò Mardegan, eletto nelle file del Pdl, hanno lanciato la provocazione via Facebook: ritrovo alla gelateria Grom di via Molino delle Armi al Ticinese dalle 23 in avanti. «Il sindaco e la giunta evidentemente non si accorgono che i problemi dei cittadini sono altri, oltre alla crisi che ha colpito l'intero paese, una gestione miope del Comune ha fatto sì che atti di criminalità e violenza siano aumentati. Ora la domanda sorge spontanea, ma cosa può produrre il divieto di vendita dei gelati dopo mezzanotte se non un aumento del malcontento generale?».

L'ordinanza è nata con lo scopo di «non discriminare i pubblici esercizi della stessa zona». Cioè per non avvantaggiare i gelatai e punire kebabbari e pizzettari, che devono chiudere a mezzanotte in punto. Ma il messaggio che è passato è un altro e a questo punto il sindaco non può che dare spiegazioni. «Verrà chiarito ogni equivoco sull'ordinanza - annuncia il sindaco - Il provvedimento è sintesi di un percorso partecipato con i commercianti, i residenti e i consigli di zona coinvolti».

Eppure i primi a considerare «una follia» il divieto sono gli esercenti. A parlare è il vicepresidente dell'Epam Alfredo Zini che fin d'ora annuncia di appoggiare gli esercenti che faranno ricorso al Tar. Con il Comune erano infatti in corso delle trattative per uniformare l'orario di chiusura dei pubblici esercizi, ma non così presto. Gli artigiani penalizzati nelle zone della movida sono oltre 250. Dopo la mezzanotte potranno vendere gelati solo i negozi dotati di area esterna con tavolini e sedie. «Già - contesta Zini - ma da regolamento le gelaterie non possono avere l'area esterna. Si crea una forte discriminazione».

Il sindaco ha cercato l'equilibrio perfetto tra esercenti, residenti e popolo della notte proprio per evitare altri ricorsi al Tar (come ha dichiarato lui stesso di fronte al cardinale Angelo Scola) ma, con tutta probabilità, dovrà fare i conti con un altro contenzioso. A tranquillizzare gli amanti del gelato by night scendono in campo anche gli assessori al Commercio Franco D'Alfonso e alla Sicurezza Marco Granelli: «Il divieto ha lo scopo di evitare assembramenti notturni sui marciapiedi di fronte ai locali (una ventina in tutta la città). Sono spiacevoli plateali strumentalizzazioni che finiscono per generare un'informazione errata e messaggi fuorvianti».