Il giro del mondo dell'Utopia nelle fotografie di Bevilacqua

In mostra una selezione di immagini scattate nell'arco di 5 anni che ritraggono l'eremitaggio e la solitudine

Simone Finotti

Quando, nel 1516, Tommaso Moro scrisse la sua Utopia, avrebbe certo ritenuto «utopistico» poter disporre di una potente scatoletta capace, nel tempo di un respiro, di catturare luoghi e persone in immagini eterne e fedeli fino all'ultimo dettaglio. Oggi tutto cambiato, e le «utopie» si possono non solo vagheggiare e affidare a carta e penna, ma addirittura fotografare. È quello che ha fatto, in un viaggio visuale intorno al mondo durato cinque anni, il fotografo e regista Carlo Bevilacqua, nato a Palermo nel 1961 ma attivo a Milano - collabora con numerose riviste e agenzie e ha insegnato Fotografia al Politecnico -, che espone i suoi lavori fino al 30 aprile nell'incantevole scenario del Castello di Monteruzzo, che domina il borgo quattrocentesco di Castiglione Olona (Va).

La mostra-progetto, dal titolo Utopia, realizzata con l'Associazione Borgo Antico, si inserisce nel programma del Festival Fotografico Europeo 2017 organizzato da Afi - Archivio Fotografico Italiano, ed è patrocinata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Castiglione. I più attenti vi rintracceranno il seguito ideale di The Silence, esplorazione dell'universo silenzioso dell'eremitaggio contemporaneo. L'obiettivo di Bevilacqua indaga non più i «solitari», ma le comunità alternative di tutto il mondo: accanto alle arcinote Christiania, in Danimarca, e Uzupis a Vilnius (Lituania), si scoprono angoli meno conosciuti, come l'italiana Damanhur, un pezzo di India in Valchiusella (Piemonte); Mandarom, in Francia, città santa dell'aumismo; Spirit Land, nel Galles; Earthship a Singapore; la maestosa «città sperimentale» di Auroville, in India.

Ma sono gli Usa la sede d'elezione di chi sogna ancora una vita diversa: Eliphante, in Arizona; Yogaville, basata sulla pratica della meditazione; l'ecovillaggio di Twin Oaks, in Virginia; La città-arco di Arcosanti, prototipo di «arcologia» in piena Arizona; o la comunità internet-free che sorge all'ombra del mastodontico radiotelescopio di Green Bank. Microuniversi immortalati in decine di scatti (una trentina selezionati per la mostra), raccolti anche in un libro (190 pagine, 160 foto a colori, testi di Arianna Rinaldo, Romano Madèra e Marina Mander) realizzato con l'agenzia di fotogiornalismo Parallelozero. Intelligente la scelta di Castiglione Olona, delizioso borgo d'artisti in cui il tempo sembra essersi fermato a quando il cardinale Branda Castiglioni, a inizio '400, vi si ritirò da Milano ridisegnando l'urbanistica in stile toscano e assoldando nientemeno che Masolino da Panicale per affrescare il complesso della Collegiata. Proprio questo, con il battistero, è il pezzo forte del giro nel borgo storico, obbligo completamento della visita alla mostra: da non perdere nemmeno il palazzo Branda, dove il cardinale morì ultranovantenne nel 1443 e, sempre affacciata sulla centrale piazza Garibaldi, la chiesa del Ss. Corpo di Cristo.