«Giselle», eternità del balletto romantico

È poesia sulle punte. Non per nulla, è il balletto romantico per eccellenza. Stiamo parlando di Giselle, disegnato da Jean Coralli e Jules Perrot, su musiche di Adolphe Adam, alla Scala da venerdì 26 (ore 20) al 4 maggio nella versione coreografica curata da Yvette Chauviré. E Alessandro Ferrari sul podio. Un classico dei classici, dunque spesso alla Scala. Ma è particolarmente speciale questa ripresa del 2013 che vede (per la prima rappresentazione di venerdì e altre due repliche) il ritorno della coppia di lusso Svetlana Zakharova e Roberto Bolle, di nuovo assieme dopo la Giselle scaligera nel 2005, quindi nel 2009 e poi l'anno scorso. Così come è una coppia rodata quella formata da Petra Conti e Eris Nezha protagonisti nella Giselle scaligera sbarcata sui nuovi mercati: in Brasile e Oman. Mercoledi 24 aprile, alle ore 17, Alfio Agostini introduce il tema «Il classico del balletto romantico, un incrocio di epoche ed estetiche». Appuntamento del ciclo di Prima delle Prime, alla Scala. Svetlana Zakharova, ucraina, sbocciata al Marinskij di San Pietroburgo, ed ora étoile al Bolshoi, è la diva della danza: fra le più straordinarie interpreti contemporanee. L'anno scorso, proprio con Giselle, la Zakharova tornava alla Scala per la prima volta dopo la maternità. E fu un trionfo. In Giselle si confronta il mondo concreto, radicato nella terra, dei contadini, e quello aereo e fatato delle Willi: donne morte prima del matrimonio e trasformate in spiriti che poi, di notte, attirano gli uomini incontrati obbligandoli a danzare fino alla morte. Il cuore del balletto pulsa nell'amore e il suo contrario, ovvero il tradimento. Albrecht giura amore a Giselle ma é fidanzato. La realtà rende folle Giselle che morirà in preda alla pazzia, per dolore. Il principe, tormentato dai rimorsi, finisce nel turbine delle Willi. Ma sarà l'amore puro di Giselle a salvarlo, sopravvivrà alla notte incantata, finendo però il resto dei propri giorni tormentato per aver perso ciò che aveva di più caro.Tutti sentimenti ed atteggiamenti che la Zakharova, in un'intervista, confessò di non conoscere quando, diciassettenne, per la prima volta fu Giselle. Così, ha raccontato, seguì per filo e per segno le indicazioni dell'insegnante, non avendo idea di cosa fosse tutto ciò: se non per averne letto sui libri. Ora, la Zhakarova, trentaquattrenne, mamma di Anja e compagna di un asso del violino come Vadim Repin, affronta questo ruolo con cognizione di causa. Quale miglior Albrecht, il principe che si nasconde dietro alla falsa identità di Loys, se non Bolle? Bolle, ovvero il Ballerino, perfetto ambasciatore del made in Italy all'estero, ed a maggior ragione dopo la nomina di Principal dell'American Ballet Theatre di New York. All'Expo di Shangai le sue forme michelangiolesche hanno dato corpo al Cristo del Mantegna e all'uomo vitruviano di Leonardo da Vinci nella videoinstallazione «Italy of Cities» di Peter Greenaway. Un artista ormai personaggio pubblico, per fama e una vita privata tenuta sotto chiave.