In giunta il bilancio creativo Venti milioni di sconti Irpef

Dopo le proteste di sinistra e sindacati il sindaco corregge la manovra 2013

La giunta alla resa dei conti. Quelli veri, del Bilancio 2013 che a fine giornata verrà finalmente approvato per passare alla maratona di Commissioni e Consiglio, e i conti con i sindacati e la sinistra che contestano la manovra Irpef come è stata scritta a giugno. Il raddoppio secco dell'addizionale dallo 0,4 allo 0,8% e l'abbassamento della soglia di esenzione da 33.500 a 15mila euro. Dopo la levata di scudi di Cgil, Basilio Rizzo della Sinistra x Pisapia e a seguire di consiglieri di Sel e Pd - oltre ovviamente il centrodestra tutto -, l'assessore al Bilancio Francesca Balzani ieri ha lavorato non stop su una nuova bozza da presentare oggi alle parti, il risultato dovrebbe tradursi in uno sconto Irpef da 20-30 milioni di euro. In mattinata si aprirà la giunta e l'assessore riferirà a sindaco e colleghi la soluzione per chiudere il Bilancio, poi la seduta resterà aperta e tra le 13 e le 16 la Balzani vedrà i capigruppo (Pdl, Fdi e Lega hanno rimbalzato l'invito, chiedevano che riferisse in Commissione) e i segretari cittadini di Cgil, Cisl e Uil, infine tornerà in giunta per il voto finale.

Molte le incognite sul Bilancio: la prima è la piena copertura dell'Imu prima casa da parte del governo dopo la cancellazione, il Comune attende 221 milioni. Dei giorni scorsi poi la garanzia che il taglio al fondo di solidarietà per Milano scenderà da 132 milioni ad una cifra «il più vicina possibile a 94».

Ma i conti non possono sballare. Oggi l'assessore dovrebbe proporre alla giunta di votare la delibera di maggio così com'è, con il raddoppio dell'Irpef e l'aumento «virtuale» dell'Imu prima casa da 0,4 a 0,55% (era già stata ritoccata contando sulle parole del governo che ha promesso l'incasso mancante agli enti locali) e affidare formalmente le correzioni al consiglio, quando saranno più chiare a fine mese le cifre che verranno trasferite da Roma. E qui, per dirla in modo semplice come fa qualche consigliere di maggioranza, «se si toglie su una leva bisogna recuperare dall'altra». Volendo ritarare versoil basso l'Irpef, Palazzo Marino potrebbe giocare sul massimo rischio e alzare ancora l'aliquota Imu prima casa dallo 0,55 allo 0,6. La ragioneria stava studiando i cavilli del decreto, oggi il responso. Sull'Irpef, in arrivo appunto una correzione. Formalizzata già in giunta o corretta poi in consiglio, nella nuova proposta si alzerà leggermente il livello dell'esenzione ma soprattutto si introdurrà di nuovo il sistema degli scaglioni.

Ieri del resto la sollevazione a sinistra è stata generale. «Io non voterò questo 0,8 e sono certo che tutto il resto del consiglio non lo approverà - ha ribadito Basilio Rizzo -. Sappiamo benissimo che nei ceti popolari non potrà essere accettata. Cercheremo di approvare il Bilancio il prima possibile, ma se possiamo contare su tutte le risorse che ci sono state promesse. Altrimenti non ci sarà solo guerra fredda con il governo ma una guerra molto più calda». Il capogruupo del Pd Lamberto Bertolè garantisce sull'Irpef il ritorno a «principi di progressività». Duro il socialista del Pd Roberto Biscardini.

Quella che uscirà in giunta critica il capogruppo di Fdi Riccardo De Corato «sarà una proposta farsa, non avrà niente a che vedere con il Bilancio licenziato poi in aula».