Giunta: numero, esterni e donne i nodi

Parte la trattativa sugli assessorati. L'ipotesi della leghista Bianchi Clerici

Immancabile, parte la ricerca della «quadra» nelle posizioni che contano al Pirellone. Non sarà arduo come altre volte trovare l'accordo sulla giunta regionale, ma alcune caselle naturalmente devono essere ancora sistemate.

I tempi non saranno affatto lenti, il presidente Attilio Fontana e i leghisti per primi vogliono dare un esempio di velocità ed efficienza. All'inizio della prossima settimana si dovrebbe cominciare a mettere i nomi nero su bianco. Fontana ha parlato di due criteri: meritocrazia e rappresentanza territoriale. I partiti, tradizionalmente, tengono conto in particolare di altre due riferimenti ovvi: il peso elettorale e la «dignità» dei vari contraenti politici dell'alleanza.

Incrociati, i criteri potrebbero produrre questo risultato numerico: 7 assessori alla Lega, uno scelto in totale autonomia da Fontana (e dovrebbe essere Stefano Bruno Galli, destinato a seguire la partita dell'autonomia) quattro assessori e il presidente del Consiglio regionale a Forza Italia, uno agli altri (Fratelli d'Italia e «Noi con l'Italia»). Se invece la giunta dovesse essere a 12, si imporrebbe un sacrificio a tutti. La rappresentanza in giunta di «Noi» quindi, non è certa. Certo, gli ex popolari possono fare il nome di Raffaele Cattaneo, un uomo di esperienza amministrativa, ma il risultato del cartello centrista non è stato brillantissimo. Resta dunque da vedere se, visti gli accordi stretti a tutti i livelli dal Comune di Milano ai municipi ad altre giunte lombarde Fontana e gli alleati maggiori vogliano salvaguardare questa dignità politica derogando all'aritmetica pura. Ripercussioni per la maggioranza comunque non dovrebbero essercene. Oggi è in agenda un incontro fra il presidente Fontana, il leader dei centristi Maurizio Lupi, il consigliere eletto Luca Del Gobbo e il coordinatore regionale Alessandro Colucci.

Un altro nodo che si prospetta è la rappresentanza «di genere». Si deve partire dalle donne dunque. Nella Lega potrebbe restare al Pirellone, nonostante l'elezione politica, l'assessore uscente all'Ambiente Claudia Terzi. Un nome che qualcuno ipotizza, un nome di assoluto rispetto dal punto di vista del curriculum, è quello di Giovanna Bianchi Clerici, già vicepresidente e assessore alla Cultura della Provincia di Varese e deputata leghista, consigliera d'amministrazione della Rai e dell'autorità garante della privacy.

Nei piani dei partiti sicuramente assessore dovrebbe essere Viviana Beccalossi di Fdi, partito che chiede qualcosa in più del posto che aveva in virtù della crescita elettorale. Un sottosegretariato potrebbe essere la soluzione. Sicuramente assessore dovrebbe essere la milanese Silvia Sardone di Forza Italia, e sarà difficile dire «no» a chi ha ottenuto oltre 11mila preferenze. Lo stesso vale ovviamente per il più votato in assoluto, Giulio Gallera, che alla vigilia era dato in corsa per vicepresidenza e sanità, oggi visto il ridimensionamento di Fi potrebbe «accontentarsi» di vicepresidenza e assessorato con altre deleghe importanti. Per la vicepresidenza corre anche Fabrizio Sala, che ha ottenuto il ragguardevole bottino di 8mila preferenze a Monza. Assessorato probabile per Alessandro Mattinzoli ma un incarico di rilievo potrebbe andare anche a Gianluca Comazzi (8mila preferenze) e Fabio Altitonante. Una via d'uscita potrebbe stare nella presidenza del Consiglio, che potrebbe andare allo stesso Sala o anche ad Alessandro Fermi, votatissimo a Como. Nome certo per la Lega è Davide Caparini. Altri quotatissimi Fabio Rolfi e Pietro Foroni (uno dei due sarà in giunta, l'altro sarà capogruppo). Papabili anche Giacomo Stucchi e Gianmarco Senna, capolista a Milano, e Francesca Brianza, assessore uscente.

AlGia