Giunta in «rodaggio», venerdì la resa dei conti

Respinta dal consiglio regionale la mozione presentata dal coordinatore del centrosinistra Umberto Ambrosoli per offrire l'assistenza sanitaria di base ai figli minori di immigrati clandestini presenti in Lombardia. In particolare la richiesta era di dare agli irregolari la possibilità di avere il pediatra di libera scelta. Nella premessa della richiesta c'è la constatazione che «il numero dei cittadini stranieri extracomunitari che risiedono in Lombardia è aumentato sensibilmente negli ultimi anni» e che «i figli di stranieri senza permesso di soggiorno possono accedere alle strutture sanitarie solo per prestazioni urgenti ed essenziali», mentre «hanno diritto all'assistenza del pediatra di famiglia solo fino ai 6 mesi di vita». Secondo gli estensori della mozione, dunque, la Regione ha il dovere di garantire «la continuità delle cure» e «il diritto alla salute del minore» come prevede la Convenzione sui diritti del fanciullo. Una proposta appoggiata dai consiglieri del Pd per cui si è espresso Fabio Pizzul e dalla capogruppo «grillina» del Movimento 5 Stelle Silvana Carcano che l'hanno difesa in aula, ma bocciata dall'intero centrodestra che al momento di approvarla ha votato contro nonostante l'assessore alla Salute Mario Mantovani al termine del suo intervento non avesse espresso il parere contrario della giunta, ma si fosse rimesso al giudizio dell'aula.
Molto puntuale, comunque, l'intervento di Mantovani che precisare come «tutti i minori stranieri non in regola hanno comunque diritto a ricevere tutte le prestazioni sanitarie». Elencando le cure urgenti, le cure essenziali, tutti gli interventi di medicina preventiva e anche le vaccinazioni. Precisando che anche per gli irregolari «tutte le prestazioni sono comunque a carico del fondo sanitario lombardo». Il consigliere del Pdl e vicepresidente della commissione Sanità Angelo Capelli ha confermato «la convinzione che il tema sia decisivo e che la tutela della salute di chiunque, tanto più dei bambini, debba essere una priorità. Quello che però dimenticano i presentatori è che già oggi l'assistenza sanitaria è assicurata ai minori dai pronto soccorsi pediatrici che danno un servizio di eccellenza in forma totalmente gratuita». Critico Ambrosoli per il quale «attraverso le scelte a tutela dei diritti fondamentali dei bambini, si capisce se una politica ha veramente al centro la persona». Mentre da Palazzo Marino, l'assessore Pierfrancesco Majorino (Pd) dice che «il rifiuto della Regione è una scelta disumana». Per Riccardo De Corato (Fratelli d'Italia) assicurare le cure del pediatra di base ai figli degli extracomunitari senza permesso di soggiorno è solo un incentivo agli ingressi irregolari. Perché «la salute dei bambini in Italia non è mai stata a rischio, la questione non è la salute dei minori» che anzi «vengono usati dal centrosinistra per la loro battaglia ideologica, come testa d'ariete per far passare lo stesso concetto politico dello ius soli e cioè che tutti possono entrare nel nostro Paese a piacimento senza permessi e ottenere pieni diritti». A cominciare da «un servizio che noi italiani paghiamo con le tasse e che agli irregolari dovrebbe essere garantito con 30 milioni di euro che ci metteremo sempre noi».