La giunta sbanda sulle rovine dell’ex Alfa

Al posto della palazzina, è prevista la realizzazione di un giardino

Frecciatine e sms irriverenti. Dopo l’occupazione e le catene, la battaglia sulla sorte di quanto resta dell’ex Alfa del Portello si combatte così. Quasi fosse una partita di tennis, ieri da Milano l’assessore Vittorio Sgarbi ha rispedito al mittente il servizio lanciato dal collega Carlo Masseroli. Come? Con un sms appunto: «Gentile collega c’è un limite al vandalismo: Testori e Giussani ti maledirebbero». Risposta dalla Sardegna: «Lascia stare i santi e preoccupati delle cose terrene».
Una querelle vivace dunque, che riassume le posizioni diametralmente opposte dei due rappresentanti della giunta cittadina. Da una parte Sgarbi, che fin dai primi giorni dell’occupazione ha espresso solidarietà al capogruppo provinciale di An Giovanni De Nicola, determinato a difendere «un monumento alla laboriosità dei milanesi». Dall’altra Masseroli, convinto del contrario. «Il progetto non subirà alcun ritardo», risponde da sotto l’ombrellone. Ma se i lavori continueranno già da domani, Sgarbi assicura che almeno fino a fine mese la palazzina resterà intatta. Non ne è così convinto l’amministratore delegato di Auredia, la società che si occupa dei lavori per conto del Comune: «È tutto da vedere - precisa Ennio Brion - ho richiamato i tecnici dalle vacanze e ora valuteranno se la palazzina intralcia i lavori o meno. Solo in questo ultimo caso non la abbatteremo, altrimenti le ruspe andranno avanti». È irritato Brion: «Siamo abituati a lavorare seriamente e stiamo valutando i danni di questa montatura».
Gli alfisti, però, possono ancora nutrire qualche speranza: «Se dalle valutazioni di Auredia e MM - spiega l’assessore allo Sviluppo del territorio - emergerà che la palazzina non disturba i lavori, allora il Comune darà il suo placet per il mantenimento». Quindi la provocazione: «Al posto della portineria dell’Alfa il progetto prevede la costruzione di un giardinetto. I cittadini sono sicuri di volere rinunciare al verde per un rudere?». Su questo il critico non ha alcun dubbio, anzi ha già chiamato il Sovrintendente Alberto Artioli per chiedere un vincolo sulla palazzina. «L’idea - racconta Sgarbi - mi è venuta dopo che De Nicola mi ha ricordato che l’edificio fu utilizzato come set per il film di Lucchino Visconti “Rocco e i suoi fratelli”». Una pellicola che porta con sé una parte di storia dell’architettura industriale che, a detta di Sgarbi, anche il sindaco Letizia Moratti vorrebbe salvare. «Ci vogliono certezze nel rapporto pubblico-privato - chiarisce Masseroli - altrimenti nessuno vorrà più investire a Milano». L’assessore teme che la battaglia per salvare l’Alfa venga usata come un precedente: «Ci sarà sempre qualcuno che si batte per salvare un pezzo di storia ma se tutti i progetti iniziati e già approvati verranno continuamente rivisitati, allora l’Expo si allontanerà sempre di più». Il progetto che riguarda l’area, infatti, è stato adottato in Consiglio Comunale il 12 dicembre 2000 senza che si levasse alcun tipo di opposizione. Da lì la decisione di costruire un tunnel per collegare piazza Kennedy a via Gattamelata e in superficie una rotatoria proprio accanto alla palazzina. Allora sembravano tutti d’accordo, oggi invece la maggioranza è convinta del contrario. «Mi sembra assurdo - ha detto l’ex senatore Servello, memoria storica milanese - che le famiglie che abitano in zona non avranno alcun ricordo di questo luogo ricco di ricordi».