«Giusta la collera dell'edilizia Ora soldi e meno burocrazia»

Lunedì in Piazza Affari va in scena (e sarà proprio così) la seconda edizione della Giornata della collera che ha la sua mutazione nella Giornata delle vessazioni: tornano i caschetti gialli della «filiera delle costruzioni che chiede interventi urgenti per il settore e in particolare regole certe e certezza dell'azione amministrativa per investire, per lavorare, per vivere».
Assessore Viviana Beccalossi, lei dovrà parlare di fronte a un settore allo stremo.
«L'Osservatorio regionale per il 2013 prevede un'ulteriore riduzione degli investimenti: rispetto al 2008 un meno 24,3 per cento. E gli investimenti in abitazioni rispetto al 2012 scendono del 6,5, con un picco per le nuove abitazioni del 17,9».
Numeri da profondo rosso.
«E ad aggravarli in Lombardia nel 2012 sul 2011 c'è una flessione del 24,9 per cento delle compravendite».
Questo significa anche grave crisi occupazionale.
«Solo in Lombardia nel 2012 il settore dava lavoro a 323mila persone, ma a fine anno i posti persi sono stati 47.300. Meno 13 per cento sul 2008».
Gli imprenditori chiedono aiuto, dicono che un miliardo di euro investito nelle costruzioni ne produce 3,374 creando 17mila nuovi posti di lavoro.
«Nell'ultima giunta abbiamo esaminato un documento per fare il punto e fissare le proposte per il rilancio».
Qualche idea?
«Il Cantiere dei caschi gialli, un tavolo di confronto per programmare la politica edilizia insieme agli addetti del settore».
Però senza soldi non si va molto lontano.
«Ci saranno. La Regione ha già messo in campo mezzo miliardo di euro per attenuare gli effetti del Patto di stabilità».
Che crocifigge imprese e amministratori virtuosi.
«Dicono che l'Europa ce l'ha chiesto, ma la verità è che noi l'abbiamo applicato e altri no. Pensiamoci».
Ci sono imprese che dopo aver pagato le tasse muoiono per eccesso di crediti.
«La Regione ha messo 1,5 miliardi garantiti da Finlombarda per coprire i debiti degli enti locali con le imprese».
Altro?
«Già dati 479 milioni di euro per lo sblocco dei lavori negli ospedali e altri 100 per l'ammodernamento tecnologico».
Il mercato è in crisi.
«Serve un fondo immobiliare lombardo che acquisti case invendute dando ossigeno ai costruttori e poi le metta a disposizione di quella fascia media che si è impoverita, ma non può accedere alle case popolari».
Servono investimenti.
«Il Programma regionale di edilizia residenziale pubblica mette 200 miliardi in tre anni per le riqualificazioni».
Perché tanta attenzione su questo settore?
«Perché se riparte l'edilizia, riparte tutta l'economia».
Lunedì in piazza il mondo dell'edilizia porterà le «cento vessazioni» che l'affligge.
«Hanno ragione, la burocrazia è oggi un costo non più sostenibile. La priorità è rivedere la Legge 12 sulla programmazione urbanistico-edilizia».
In soldoni?
«Meno legacci e più certezza del diritto. Un Piano regolatore non può durare 5 anni e poi cambiare. Rispettare il consumo del suolo, ma più sviluppo».