Goggi: «Rota deve restare presidente della Serravalle»

L’assessore: «È un nome di garanzia che il Comune intende difendere dall’attacco della Provincia»

Gianandrea Zagato

Palazzo Marino non cambia linea, anche dopo il blitz della Provincia che, con mossa spregiudicata, «scala» la Serravalle. Nessun cambio pure di stile con quelli di Palazzo Isimbardi resi più forti da quell’asse «non virtuale» esistente con il socio privato, Marcellino Gavio. Lo fa sapere Giorgio Goggi, assessore ai Trasporti e mobilità della giunta Albertini, «per noi il patto di sindacato resta ancora valido». E, quindi, naturalmente, resta confermata sia la volontà di quotare la società in Borsa che la presidenza affidata a Bruno Rota.
«Nel primo caso è il rispetto di uno scopo del patto e nel secondo non si discute» dice Goggi. Riaffermazione di un presidente «di garanzia» la cui nomima, secondo il patto, spetta al Comune: «Non molliamo sul nome di Rota» replica l’assessore a chi, da via Vivaio, ne avrebbe già chiesto la testa. «Non molliamo» anche dopo «quelle azioni» contro il presidente: «La nostra richiesta è sempre la stessa, quella di trasferire le deleghe in materia di internal auditing nelle mani di Rota». Risposta che l’amministrazione comunale continua ad attendere, «vedremo sul campo se l’azione del presidente della Provincia, Filippo Penati, è una rottura di quel patto». E «sul campo» si spera pure di comprendere cosa sta dietro la scalata della Serravalle targata Penati, «non c’è bisogno di avere una società di gestione per fare una politica infrastrutturale» chiosa Goggi e, poi, «con il patto di sindacato, Penati, già controllava la società».
Valutazioni fatte proprie anche dal Comune di Como che, colpa della mossa della Provincia, assiste al crollo di quell’1,2 per cento delle azioni Serravalle in suo possesso. Sorpresa sgradita per chi sperava di incassare dieci milioni di euro dalla vendita di quell’1,2 per cento e impegnarli in opere pubbliche. Strada adesso in salita per la giunta lariana che, secondo fonti, sperava in un acquisto da parte del socio privato: possibilità sfumata dopo venerdì scorso, da quando Palazzo Isimbardi detiene la maggioranza assoluta della società autostradale. Non sono però tutte rose per Penati e i suoi boys: gli ambientalisti della sua maggioranza promettono «battaglia anche all’interno della coalizione». Preannuncio di un autunno caldo con il diktat, già messo nero su bianco, di «ridefinire il ruolo strategico della società di Assago» perché non sia più «solo una società di autostrade e tangenziali». Ultimatum che dice «no alle autostrade inutili». Quali? BreBeMi e Tangenziale Est esterna ovvero quelle opere che i milanesi attendono con ansia e che, nessuna sorpresa, nella giunta Penati non sono considerate strategiche.