«Go.Go.Go» Il grande regista Sokurov debutta in Italia

Marta Calcagno Baldini

In attesa di capire se riuscirà a realizzare il suo prossimo desiderio, ovvero quello di «fare un film in Italia», Aleksandr Sokurov, il grande regista russo conosciuto per i suoi film facili alla censura e lontani dall'accondiscendenza verso il potere («Dialoghi con Sozhenitsyn» del 1998, o la trilogia sulle dittature della storia, ovvero «Moloch», «Toro» e «Il Sole», in riferimento a Hitler, Lenin e Hiroito), sceglie l'Italia, e Milano in particolare, per esordire nel teatro: dopo un'anteprima al Teatro Olimpico di Vicenza, ha debuttato il 7 ottobre e prosegue fino al 30 al Crt Teatro dell'Arte «Go. Go. Go» la prima regia teatrale di Sokurov liberamente ispirata a «Marmi» e ad altri testi di Iosif Brodskij.

Tra autori scomodi e registi liberi e indipendenti, la comprensione è immediata: certo Sokurov assicura al Giornale «di amare la Russia, è la mia patria». Eppure, dice ancora, «con questo spettacolo voglio fare un ritratto russo», che può debuttare in Italia in quanto è una produzione del Crt commissionata dal Teatro Olimpico di Vicenza in collaborazione con il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone. Con un cast quasi tutto italiano, i richiami alla nostra nazione in effetti ci sono, anche se sembrano più degli omaggi al fatto che lo spettacolo è stato realizzato qui. In realtà, infatti, l'Italia è presente solo per richiami e citazioni: «Go.Go.Go» è uno spettacolo di suggestioni, visionario, di amarezza. In una scenografia che richiama una piazza rinascimentale italiana, i cittadini si riuniscono per una serata estiva di cinema all'aperto. Mentre sullo sfondo si svolge la tranquilla routine della presa dei posti e dell'inizio della proiezione, che forse è un richiamo alla Russia attuale, putiniana, di benessere senza pensiero critico, in uno spettacolo di «teatro nel teatro» si capisce che i protagonisti sono due topi-umani con una doppia maschera, sul viso e la nuca: se tra il pubblico compaiono citazioni di Federico Fellini e di Anna Magnani (fino al 21 ottobre interpretata tra l'altro da Olivia Magnani, nipote di Anna), loro, i topi, sgattaiolano vicini la pattumiera dove trovano cibo. Si sentono indipendenti e superiori. Per un finale, però, estremamente cinico, che finisce per non dare speranza neanche alla loro disillusione.

Teatro Dell'Arte, viale Alemagna 6. Orari: martedì-venerdì ore 20.30. sabato, ore 19.30. domenica ore 16. Tel. 02-72434258, biglietteria@crtmilano.it