Goldoni, il teatro impegnato è nel quartiere

La sala della Cooperativa e la sua storia: fino all'11 in scena «La bottega del caffè»

Marta Calcagno Baldini

La Società Cooperativa l'«Ancora», che ha preso il nome di «Abitare», fu costituita a Niguarda nel 1894: quasi una quarantina di privati realizzarono degli alloggi in via Ornato, e fin dall'inizio la formula di assegnazione delle case fu quella della proprietà indivisa. Significa che ancor oggi, in questo quartiere, si acquisisce il diritto di abitare in un appartamento previo pagamento di un canone più basso rispetto al costo di un affitto, e relativizzato alle disponibilità di ogni inquilino.

Nel ventennio l'attività della cooperativa ebbe uno slancio straordinario realizzando nell'arco di tre anni (1927-30) 157 alloggi tra via Ornato 7 e via Hermada 14: proprio in via Hermada al civico 8 si trova il Teatro della Cooperativa, che nasce nel 2001 in una sala che prima veniva utilizzata per le riunioni degli abitanti.

Accompagnato alla necessità di fornire delle abitazioni a prezzi favorevoli, infatti, è della Cooperativa anche l'intento di garantire la possibilità di accedere ad attività culturali per «l'emancipazione morale e intellettuale dei soci», che nel quartiere è affidata, in particolare, al Teatro e al Centro Culturale della Cooperativa: «Per noi è fondamentale coniugare le produzioni teatrali e le ospitalità ad una ricca attività extra, per ragazzi e non solo» dice Renato Sarti, regista e attore triestino già collaboratore del Piccolo Teatro con Giorgio Strehler e del Teatro dell'Elfo di Milano, nonché vincitore del Premio I.D.I., Premio Vallecorsi, Premio Riccione per il teatro, Premio Gassman, Premio Enriquez, e un Ambrogino d'Oro. È lui che da ormai 15 anni ha in mano la sala che ha fondato, il cui successo va ricondotto da un lato certamente al rapporto stretto col territorio peculiare in cui questa sala trova spazio, ma dall'altro anche agli spettacoli di qualità che produce o ospita, che riescono a richiamare un pubblico eterogeneo e anche di altre parti di Milano.

Dopo Goli Otok. Isola della libertà, produzione del Teatro dell'Elfo in collaborazione con il Teatro della Cooperativa, spettacolo in cui Elio De Capitani, in scena con Renato Sarti, anche autore del testo, interpretava Aldo Juretich, un anziano nato a Fiume negli anni Venti che dopo la Seconda Guerra mondiale visse la terribile esperienza di Goli Otok, uno dei campi di internamento di Tito in cui furono rinchiusi quei «traditori» che rimasero fedeli a Stalin dopo la rottura fra la Jugoslavia e l'Urss, va in scena fino all'11 dicembre La Bottega del Caffè di Goldoni rivisitata da Chiara Boscaro e Marco Di Stefano per una produzione della Cooperativa: sarà più evidente, qui, la vena di teatro impegnato ma allo stesso tempo comico che generalmente è tipica della programmazione di questa sala. L'ironia e la comicità sono viste sicuramente come intrattenimento, ma, allo stesso tempo, anche come motivo di riflessione.