Gonfaloni, politici, gente comune per l'ultimo saluto a Laura Prati

Bandiere tricolori listate a lutto alle finestre, l'inno di Mameli, rose rosse e rosa ma soprattutto tante persone, almeno duemila, moltissimi sindaci, ministri, politici, hanno accolto ieri mattina alle 11 l'arrivo alla camera ardente in biblioteca del feretro del sindaco di Cardano al Campo, Laura Prati. Un commosso saluto fino alle 15 quando è iniziata la cerimonia civile, seguita alle 17 da quella religiosa trasmessa su due maxi schermi in piazza Mazzini e in piazza Don Luigi Sturzo.
Laura Prati, 49 anni, era stata colpita da tre proiettili la mattina del 2 luglio da Giuseppe Pegoraro, 61 anni, ex vice comandante dei vigili urbani, rimosso dall'incarico e sospeso un anno dopo essere stato condannato per aver gonfiato gli straordinari. Le ferite sembrano non gravi, la donna rimase sempre vigile, riuscendo a parlare con il marito e i figli. Poi la settimana scorsa un improvviso peggioramento, il coma e la morte lunedì mattina.
Ieri i funerali, una cerimonia iniziata verso poco prima delle 11 quando il feretro è arrivato in biblioteca accompagnato dal marito Giuseppe Poliseno e dai due figli. La bara è stata accolta da bandiere a lutto appese alle finestre e dall'inno nazionale. Tra le migliaia di persone, hanno dato il loro saluto anche il ministro Andrea Orlando, il sottosegretario Maurizio Martina, il governatore Roberto Maroni e il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo. Ma anche tanti sindaci, circa 200, con fascia tricolore e gonfalone cittadino. Di piccoli comuni ma anche di grandi metropoli, come il torinese Pietro Fassino, presidente dell'Associazione nazionale comuni d'Italia, e Giuliano Pisapia. «Questa assurda tragedia - ha detto Fassino - induca a riconoscere l'enorme fatica e responsabilità che ogni sindaco porta sulle proprie spalle, misurandosi ogni giorno con le domande che arrivano dai cittadini e lavorando con determinazione per corrispondere alle loro aspettative». Alle 17 la funzione religiosa nella chiesa di Sant'Anastasio dove avrebbe dovuto parlare il vicesindaco Costantino Iametti, 78 anni, rimasto ferito nella sparatoria. Ma, troppo scosso dal dolore, ha però dovuto affidare le sue parole al presidente del consiglio Elena Mazzucchelli.