Il governo fa la multa al Comune

Lupi avverte Palazzo Marino: «Notifiche illegali. E non deve far cassa». Granelli va avanti

Multe per far cassa e notifiche in ritardo. Al Comune di Milano arriva il secondo avvertimento del Governo. Ma Palazzo Marino, invece di «frenare» o cambiare strada, fa sapere che andrà avanti. Ormai è guerra aperta sugli autovelox di Milano. Una pioggia di contravvenzioni: 740.055 in sei mesi, comminate dal Comune grazie a 7 occhi elettronici. Per ridurre gli incidenti, dicono dal Comune. Per rimpinguare i bilanci, pensano in molti. Fra questi anche il ministro Maurizio Lupi, milanese ed ex assessore che ieri - rispondendo al question time alle domande del deputato Gianfranco Librandi è parso molto contento di bacchettare gli amministratori comunali milanesi su due fronti: la funzione delle contravvenzioni e le formalità legittime con cui devono essere notificate. Primo punto: le multe si possono vedere come una normale entrata di bilancio? Per il governo no: «Anche se si tratta per molti Comuni di usare gli introiti per sanare i bilanci - ha detto Lupi - le norme del Codice della strada non sono fatte per sanare i bilanci». Secondo punto: le multe possono essere notificate dopo i 90 giorni dall'infrazione? Un altro no. Eppure il Comune fa sapere che intende andare avanti: «L'accertamento inizia quando l'operatore verifica l'infrazione» ha detto l'assessore Marco Granelli, spiegando che le multe sono dimezzate.