Gp, Maroni mette il freno a chi vuol scippare Monza

Il rombo dei motori echeggia polemica, quando si tratta di ipotizzare che il Gran Premio d'Italia possa lasciare Monza per altra città italiana o addirittura estera allo scadere del contratto nel 2016. A ribadire la volontà provinciale e regionale di mantenere il Gran Premio a Monza, è stato il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni al termine di un incontro con il “patron” della F1 Bernie Ecclestone.
Ci ha provato Roma, ci ha ripensato Imola, ma ad oggi lo scontro per accaparrarsi una data nel calendario del campionato mondiale di Formula Uno è divenuto planetario. Paesi dall'economia emergente e nuove destinazioni che ambiscono al turismo sfrenato, vorrebbero vedere il loro nome al posto di quello di “Monza”. Il Governatore Maroni, ieri pomeriggio è arrivato all'Autodromo Nazionale per affrontare la questione serenamente ma di petto con Bernie Ecclestone. «Non esiste Monza senza Gran Premio e non esiste Gran Premio senza Monza – ha dichiarato il presidente –. Ho avuto con Ecclestone un incontro cordiale, ma è stato solo il primo». Il 2016 vedrà la scadenza del contratto che lega la competizione al circuito di Monza, uno dei più veloci ed apprezzati dai grandi nomi della velocità. Assicurarsi il rinnovo non sarà automatico, visti i grandi movimenti attorno a date e circuiti, già per il calendario 2014. Non ci sarà l'ultimo introdotto Gran Premio d'India, mentre le monoposto torneranno a correre in Messico a distanza di vent'anni e salterà il secondo Gp americano in New Jersey. Abu Dhabi, una delle ultime destinazioni dei bolidi da corsa, è novizia dei gran premi proprio come la sua esponenziale espansione turistica. Altri paesi potrebbero tornare ad avanzare proposte per avere una data in calendario, così come potrebbe riaccendersi la mai realmente sopita sfida con Roma ed Imola. Era stata del “Gruppo Flammini” la progettazione del secondo circus dell'automobilismo nella capitale, scatenando il territorio brianzolo a raccogliere firme, chiedere l'intervento della politica scrivendo persino all'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, pur di non vedersi “scippare la corsa”. È iniziato tutto con una dichiarazione di Bernie Ecclestone nel marzo 2009 ad una rivista di settore, con cui aveva inserito Roma nel calendario del 2013. Flammini un anno dopo aveva battagliato non poco per vedere realizzato “il sogno di Ferrari” che pare avesse voluto un circuito italiano cittadino. A Monza non avevano preso bene l'idea di un Gp traslato e nemmeno “condividere” con Roma con una doppia data. Il brand del marchio Gran Premio di Monza, secondo uno studio della camera di commercio, vale circa 4 miliardi di euro e secondo gli appassionati tali cifre si andrebbero a dimezzare rendendo di fatto impossibile mantenere le strutture. Anche il possibile ritorno di Imola non è scongiurato, con la storia del Gran Premio di San Marino che il suo peso lo ha. Se ci fossero delle diverse condizioni economiche Imola lo ripristinerebbe di corsa. A fargli chiudere i battenti infatti sono state le royalties molto altre chieste da Ecclestone.