Gran Premio a cavallo dal sapore un po' retrò

«Gip gip bel cavallin, gip gip signore, quanto ci vuol per la città, un paio d'ore, gip gip bel cavallin...». Si perde nella notte il galoppo di questa ninna nanna, quando andare a cavallo voleva dire sobbalzare sulle ginocchia dei nonni oppure recarsi in corso Buenos Aires dove, invece di signore e signori in shopping, trottavano cavalle e stalloni. C'è una data a Milano: 1889. Fu allora che sui prati di San Siro si tenne la prima edizione del Gran Premio. Poi arrivò il 1920, quando venne inaugurato l'ippodromo del galoppo, progettato dall'architetto Paolo Vietti Violi, e arrivò anche il 1925 con l'ippodromo del trotto.
Oggi, 9 giugno 2013, nello stesso luogo si disputa ancora il Gran Premio di Milano - Trofeo Aston Martin, una corsa di due chilometri e mezzo in cui il purosangue deve mostrare doti di resistenza e di velocità. Grazie a questa «rotta» campioni come Nearco, Ribot, Tony Bin, Falbrav e Electrocutionist hanno iscritto il loro nome sulla pista come nome di venti, raccolti tra mura che cantano ancora lo stile della Bella Epoque. In quegli anni risuonava il ritmo infuocato del «can can», il ballo che fece galoppare le caviglie delle donne tra un secolo che andava e uno che veniva, a cui le caviglie di purosangue in corsa sembrano fare ancora oggi da eco sulla pista grande di San Siro, per conquistare vittorie che li destineranno alle più importanti competizioni mondiali, prima di diventare stalloni ricercati per la riproduzione e la valorizzazione delle genealogie lungo nuovi secoli.
Sky Sport e Unire Tv trasmetteranno le gare e i trofei dalle 14 alle 18.30, a cui farà da cornice un giorno di cultura grazie ad appuntamenti dedicati al rapporto tra l'uomo e il cavallo. Alle 14 si tiene «La caccia a cavallo: un tuffo nella storia, nel rispetto della natura», che nasce nel '500 e arriva ai giorni nostri, mutando la preda: non più la volpe, ma una traccia d'odore di volpe lasciata per i cani da un apposito cavaliere. «Grazia ed eleganza: le amazzoni all'ippodromo di San Siro» alle 17 è un tuffo nella forza dell'antico modo di cavalcare femminile in gonna e con entrambe le gambe sul lato sinistro dell'animale. Per i bimbi: i pony li accompagneranno lungo i viali dell'ippodromo verso un orizzonte dove il vuoto è solcato solo dalla vegetazione del parco botanico che ospita piante insolite e notevoli per la loro lunga vita.
Oppure ci si potrà orientare verso il Cavallo di Leonardo che si staglia tra le linee liberty. Non c'è crisi a Milano per la bellezza e la bellezza meneghina fa dire che in ogni momento d'ombra basta la fantasia per uscire dall'oscurità. Se le difficoltà, come recita la ninna nanna dell'inizio, sono «al tramontar del sole», c'è un bel «cavallin» che le tiene alle redini e va oltre con la forza di un purosangue che non teme la notte.