Il gran ritorno di Ranieri: «Non so nuotare, però...»

Esaurita la lunga residenza alla Pergola di Firenze di «Viviani varietà», il viaggio suo e del regista Maurizio Scaparro tra le poesie, le parole e le note di Raffaele Viviani, Massimo Ranieri torna a grande richiesta domani sera agli Arcimboldi per quello che è diventato uno degli show a più lunga tenitura della musica italiana contemporanea. Stiamo parlando di «Canto perché non so nuotare... da 500 repliche!», spettacolo figlio dell'album (omonimo) del quarantennale (uscito nell'ormai lontano 2006!), che in cinque anni di «tour infinito» è stata visto da oltre due milioni di spettatori. La ricetta alla base del concerto-musical è ormai arcinota. Vale a dire, un itinerario antologico attraverso lo sterminato canzoniere di Ranieri: «Da quando mi esibivo nelle pizzerie di Napoli (una curiosità: a 13 anni, con lo pseudonimo Gianni Rock, andò a cantare con Sergio Bruni a New York, ndr) fino ai nostri giorni», per dirla con le parole dell'eclettico cantante-attore campano, che proprio due giorni fa esternato sulla necessità di finanziare il teatro. «Un Paese senza cultura è un Paese che non ha futuro. Un Paese senza teatro è un paese che non ha avvenire - ha lanciato un appello-monito al nuovo governo Letta l'eterno scugnizzo napoletano, classe 1951 -. L'Italia ha costruito il suo passato, presente e futuro sulla cultura e facciamo di tutto per nasconderlo e per distruggerlo. Il 75 per cento del patrimonio culturale mondiale è in Italia. Forse abbiamo troppo e per questo non gli diamo importanza. Ma non è la strada giusta».
Oltre ai suoi cavalli di battaglia (da «Rose rosse per te» a «L'amore è una cosa meravigliosa») - tutte canzoni che negli anni Settanta, prima della svolta teatrale, gli consentirono di vendere 14 milioni di dischi e vincere Contagiri e Canzonissime -, agli Arcimboldi ci sarà spazio per tanti omaggi a tutta una serie di grandi cantautori: Tenco, Endrigo, Rossi, Lauzi, Paoli, Battiato e Battisti. Le cover più apprezzate dal pubblico? «La cura» di Battiato e «Vita Spericolata» di Vasco Rossi. Intendiamoci, sono riletture alla Ranieri. In due parole: classicamente melodiche. Come da cinque anni a questa parte, l'estroso interprete sarà beato tra le donne. Ad accompagnarlo domani sera sul palco del teatro disegnato da Vittorio Gregotti (ore 21, ingresso da 34,50 a 69 euro) ci saranno due dozzine tra orchestrali e ballerine. Per uno che canta l'amore il massimo, no?