Grande guerra: ciclo di film per i cent'anni

«La Lombardia ha tanta ciccia» afferma il notaio Giancarlo Perrotta, il buon palato della guida del «Gambero Rosso», per significare la nostra bella tradizione nel cibo. La filosofia di Expo 2015, che vuole «nutrire il pianeta», riscopre il piacere della carne in mezzo ad un mondo di dietamaniaci. Tre forchette, tre bottiglie, tre gamberi, nuova valutazione: i simboli sono elevati nella ristorazione milanese e lombarda, che vanta un miglior locale su quattro in Italia per eccellenza, e che si prepara all'1 maggio 2015, data d'inizio di Expo, all'insegna di un principio: niente spreco e qualità della materia prima, niente immagine e più quantità di cibo in tutto il mondo.
La miglior tavola è stata premiata ieri all'osteria Del Treno da Clara Barra e Giancarlo Perrotta, i due patron della guida «Gambero Rosso 2015». Le tre forchette vanno a sei locali: Villa Crespi a Novara, Dal Pescatore a Canneto sull'Oglio, Devero Ristorante del Devero Hotel a Cavenago di Brianza, Ilario Vinciguerra Restaurant a Gallarate, Da Vittorio a Bergamo e Trussardi alla Scala nell'omonima piazza milanese. «Milano si conferma la città più cosmopolita e internazionale d'Italia nell'ambito del gusto» afferma Clara Barra e Giancarlo Perrotta aggiunge: «Il nostro plauso va al fatto che gli ottimi piatti stiano mantenendo gli stessi prezzi».
Due forchette a tre rebbi per 17 esercizi che da Milano come Cracco, Sadler, il Vun dell'hotel Park Hyatt, l'Antica Osteria del Teatro, Il luogo di Aimo e Nadia, Andrea Berton arrivano a Brescia, come per Il Miramonti l'Altro a Concesio o Il Gambero a Calvisano. Alcuni godono di romantica cornice lacustre come il Mistral del grand hotel Villa Serbelloni, il Piccolo Lago sul lago di Mergozzo, Villa Feltrinelli a Gargnano del Garda e Villa Fiordaliso a Gardone. Gli altri sono Pinocchio a Borgomanero, A'Anteprima a Chiuduno (Bergamo), la Lanterna Verde a Chiavenna, Il Sole a Ranco (Varese), il San Martino a Treviglio.
La Lombardia è terra in cui il cibo riceve impulso dalla storia e dalla sperimentazione. Premiate ad esempio le migliori botteghe milanesi dell'anno, come l'Out of Gluten, un paradiso per celiaci non solo per gli ottimi prodotti ma perché ora vengono preparati cibi senza glutine. Il Fior di latte e la Sherbet Gelateria a Corbetta sono altri due punti di ristoro del tutto innovativi. «Noi ricicliamo l'acqua - racconta Sergio Pisanello della Sherbet - affinché nulla nel ciclo produttivo vada sprecato».
Per una parte del pianeta il cibo è un bene necessario e per un'altra un trastullo voluttuoso: il cammino verso Expo sono i passi che tutti dobbiamo fare affinché questi due contrasti si armonizzino in un'azione che combatta la parola «fame», anche grazie a un modo diverso di mettersi a tavola, come accade a La Madia di Michele Vallotti, «il matto», come è definito nella guida, che salva un formaggio come il tombea, prodotto in una sola malga in val Vestina, o affettati come il violino di capra; a lui sono andati tre gamberi in quanto ristoratore che protegge le «razze» estinte.
Miglior cucina, miglior cantina, miglior rapporto tra qualità e prezzo, come La Cucina dei Frigoriferi milanesi, sono gli altri riconoscimenti consegnati. Le tre bottiglie se l'è meritate solo il Donizetti di Bergamo e i tre mappamondi il Lyo di Milano. Mancano 261 giorni a Expo: la Lombardia vuole mettere più carne al fuoco per tutti, perché avere la possibilità di spezzare il pane a tavola è una grande bellezza e un dono di Dio da non sottovalutare mai.