La Grande guerra del Pd: «Ora celebriamo il '15-18»

Un progetto di legge perché la Regione possa adeguatamente sostenere le iniziative per la celebrazione della prima Guerra mondiale (1914-18) il cui centenario cadrà proprio l'anno prossimo. Primo firmatario il consigliere del Partito democratico Fabio Pizzul che chiede di istituire un apposito comitato sul modello di quello già creato per la celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia con il compito «di analizzare e valutare le proposte che saranno avanzate da enti locali e associazioni, ma anche di promuovere iniziative e celebrazioni».
Ma il primo scopo, spiega Pizzul che probabilmente mai come in questa sua uscita rivela tutte le sue origini friulane, «è la valorizzazione delle tante realtà legate alla Grande Guerra che già esistono sul territorio della Lombardia e che troppo spesso sono colpevolmente trascurate». Un esempio è il Museo della Guerra Bianca in Adamello con sede a Temù in provincia di Brescia in alta val Camonica, dedicato alla conservazione del patrimonio storico-militare della cosiddetta «guerra Bianca in Adamello», il fronte d'alta montagna che si estende dal passo dello Stelvio al lago di Garda. Qui ha sede il Centro permanente di Studio e documentazione della Grande Guerra in Lombardia. Ma poi Pizzul cita anche la Linea Cadorna, la Frontiera Nord o, per esteso, il sistema difensivo italiano alla Frontiera Nord verso la Svizzera. Un complesso di opere di difesa permanenti posto a protezione della Pianura Padana e dei suoi principali poli economici e produttivi: Torino, Milano e Brescia. Un sistema progettato e realizzato tra il 1899 e il 1918 per proteggere il territorio italiano da un possibile attacco proveniente d'Oltralpe. E poi il Forte di Fuentes a Colico in provincia di Lecco costruito nei primi anni del Seicento da don Pedro Enríquez de Acevedo, conte di Fuentes, governatore dello Stato di Milano per conto della corona di Spagna: un crocevia tra Valchiavenna, Valtellina e Alto Lario. Nel 1916 nel quadro del sistema difensivo alla Frontiera Nord verso la Svizzera, sulle rovine della vecchia struttura militare furono realizzati due appostamenti blindati per cannoni di medio calibro. «Tutte realtà - dice Pizzul - poco valorizzate e il centenario può essere un'occasione». Magari con qualche fondo a disposizione «se nel bilancio si potessero trovare un po' di risorse». Perché «Veneto e Friuli sono già avanti nella realizzazione di un programma e la Lombardia potrebbe pensare a una proficua collaborazione», racconta Pizzul che quest'estate ha visitato le trincee sopra Monfalcone scoprendo luoghi «insospettabilmente belli». Pronta la risposta a chi gli obietterà che la Guerra mondiale non è un tema tradizionalmente amato a sinistra. «Bisogna ricordare quella tragedia perché non si ripeta più - replica - Questa non deve essere una celebrazione, ma una commemorazione e non dimentichiamo che quella fu l'occasione per il primo incontro di tante genti diverse. Fu nelle trincee che si fece veramente l'Italia».