La grande lite e il dopo Il terremoto De Cesaris ora fa traballare Pisapia

Il sindaco nominerà vice l'assessore Balzani e un tecnico (forse Berrini) all'Urbanistica I partiti chiedono un patto di fine mandato ma il rischio ora è una mozione di sfiducia

Le dimissioni di Ada Lucia De Cesaris vengono formalmente protocollate intorno a mezzogiorno. Il presidente del Consiglio Basilio Rizzo cinque ore più tardi legge in aula la copia della lettera con cui l'ormai ex vicesindaco ha mollato la poltrona a 10 mesi dalla fine: «A far data dal 14 luglio rimetto le deleghe a me assegnate». Si sono visti anche ieri mattina lei e il sindaco, intorno a un tavolo sul futuro delle aree Expo, impegno che per senso di responsabilità ha voluto mantenere. Dopo il terremoto del giorno prima, Pisapia ha ribadito: «Spero ci ripensi, ha dimostrato partecipando a una riunione su un tema delicato di voler essere presente per la città, sono sicuro che continuerà a farlo, magari con un altro ruolo che deciderà lei». Pisapia prova a gettare acqua sul fuoco. Arriva a presentare il nuovo servizio di scooter sharing, «avevo chiesto ad Ada di venire, ma sale in moto solo con il marito». C'è poco da scherzare. Sindaco e partiti sono irritati e preoccupati del contraccolpo d'immagine: con Pisapia dimissionario e un assessorato che pesa per quattro - Urbanistica e Territorio - vuoto e con dossier pesanti sul tavolo, dal dopo Expo all'accordo con Fs sugli ex scali dismessi al nuovo stadio del Milan al Portello, la fine del mandato si fa ancora più caotica. Specie con una maggioranza già lanciata in campagna elettorale, difficile da gestire. Il Pd ha dettato tempi strettissimi, oggi al massimo domani al massimo per nominare il nuovo vicesindaco, qualche giorno in più )pochi) forse per l'assessore all'Urbanistica, e lanciare ai cittadini il segnale che la macchina non è inceppata. Almeno all'apparenza. Sabato arriva il premier Matteo Renzi per l'assemblea nazionale del Pd a Expo, la bomba a Palazzo Marino potrebbe essere disinnescata in tempo. Già oggi o domani il sindaco firmerà il primo atto: la nomina di Francesca Balzani come vice. L'assessore al Bilancio, ex deputata Ue, è distante dall'ala renziana ma gode della stima di tutti e ha buone doti di mediazione, persino con l'opposizione. «Non mi sono ancora ripresa dalla “botta“ - ha ammesso ieri sulle dimissioni di De Cesaris -, ero in aula quando c'è stata la discussione che pare abbia fatto scattare la decisione ma non mi è sembrata così grave, nè nei toni nè per la sostanza (un'area cani a Santa Giulia, ndr.)». I partiti hanno chiesto a Pisapia di convocare a giorni la maggioranza per una verifica di fine mandato sui temi più clou, evitando di massacrarsi in aula nei prossimi mesi.

Più critico il posto da coprire all'Urbanistica. Pisapia potrebbe tenere per se la partita delle aree Expo. Garantita la quota rosa per il vicesindaco, se trovasse la disponibilità di un tecnico esperto, anche uomo, pronto a subentrare a De Cesaris, potrebbe soprassedere alla regola del 50 e 50. Tra i nomi dei papabili ieri si faceva quello del presidente di Amat Maria Berrini o dell'architetto Giuseppe Boatti. Pisapia ha aperto le consultazioni con i partiti ieri alle 13: prima ha visto Elisabetta Strada (lista civica) poi Mirko Mazzali e Chiara Cremonesi per Sel, Pietro Bussolati e Lamberto Bertolè del Pd, infine Matteo Prencipe per Rifondazione, convocata in extremis. In aula è montata la polemica di radicali e ex Idv, esclusi dal confronto di maggioranza, e non è escluso avverte Marco Cappato, che arrivi in aula una mozione di sfiducia. Tra i voti del centrodestra e i mal di pancia nel Pd, Pisapia rischierebbe grosso.

Tra i motivi del divorzio di De Cesaris sembra aver pesato il rapporto in crisi con il sindaco, più ancora che col Pd: la solitudine su alcuni atti di peso, un'intervista in cui Pisapia ha criticato gli immobiliaristi Cabassi, con cui aveva in corso la trattativa sul Leonka, una telefonata ai comitati anti-stadio . E soprattutto, un'investitura per il 2016, sperata e non arrivata.