La grande pallavolo torna a Milano ma senza Palalido giocherà a Desio

Promessa mantenuta: il grande volley è tornato all'ombra della Madonnina e domani (ore 18 a Desio contro il Molfetta) la Powervolley Revivre Milano esordirà nella Superlega dopo tanti anni di assenza. Lucio Fusaro, presidente onorario della società, in realtà l'uomo che, grazie anche al suo ruolo di imprenditore di successo, ha fortemente voluto questo ritorno, ha le idee chiare: «Questa avventura è partita 24 mesi fa, eravamo in B e siamo arrivati in A1. Probabilmente non vinceremo lo scudetto, ma tra gli obiettivi c'è quello di diventare nel giro di due-tre anni la società con più pubblico, oltre a sviluppare una presenza nel sociale e a costruire un modello educativo. Abbiamo creato anche il Powervolley.net (22 società del territorio,110 allenatori, 160 dirigenti e 2000 tesserati) e accordi con oratori e scuole e l'apertura di un conto di 100 euro con la Popolare di Lodi per tutti i nostri ragazzini». Un progetto per il quale ci vuole coraggio perchè riconquistare la piazza di Milano, senza il Palalido dove giocare (chissà quando?), con due sole partite al Forum di Assago (costi troppo elevati) e le restanti al PalaDesio, è davvero un atto di forza. «Al centro Pavesi, dove ci alleniamo, ci sono appena mille posti, mentre a Desio ce ne sono cinque volte tanti e noi vogliamo riempirlo grazie alla politica dei costi contenuti dei biglietti e alle entrate gratuite per i ragazzi» afferma Fusaro. Ma un'altra bella notizia arriva da Adriano Pucci Mossotti, presidente esecutivo del Comitato organizzatore dei mondiali femminili che, sull'onda del successo di gente riportato, annuncia: «A Desio voglio portare i prossimi Europei e intanto mi auguro che i lavori per il Palalido procedano spediti, perchè Milano ha bisogno di una squadra vincente».

Sarà infatti difficile confrontarsi contro le corazzate Macerata e Piacenza («Vorrei fossimo una motosilurante o un mas e di danni potremmo farne tanti», sorride divertito Fusaro), ma la Powervolley Milano ha le carte in regola: una società ai limiti della perfezione e uno staff tecnico di prim'ordine. Il tecnico Marco Maranesi è andato giù duro con i 5 atleti italiani (capitan Giordano, Cerbo, Patriarca, Rizzo, Valsecchi) e i sei stranieri, lo slovacco Bencz, il colombiano Bermudez, la stella olandese Horstink, lo statunitense Kauliakamoa,, i brasiliani Temponi e Dos Santos: "Abbiamo fatto una preparazione incontrando grandi squadre straniere e non abbiamo sfigurato, con risultati positivi e giocandocela alla pari.I ragazzi hanno capito cosa voglio»