"Un grande peccatore? Il più amato dal sacerdote"

Missionario della Misericordia, don PiGi Perini può perdonare anche le colpe più gravi: "Per l'aborto cerco una pacificazione"

Don PiGi Perini ha 87 anni ed è un confessore speciale, per i lunghi anni di militanza nell'ascoltare penitenti e disperati, ma anche perché ha ricevuto un incarico ufficiale, con tanto di pergamena, voluto da Papa Francesco. L'investitura a «missionario della misericordia», con la possibilità di perdonare peccati gravissimi, di solito riservati alla Sede Apostolica. «Non sono stato io a chiederlo, ma l'ho visto come un dono di Dio e non ho potuto rifiutarlo. E mi accorgo che sta cambiando qualcosa nel mio modo di confessare», racconta in un ambiente familiare, tra quadri di angeli e santi, sotto lo sguardo della Madonna, nella sua casa di san Eustorgio, di cui è stato parroco dal 1977 al 2012.

Adesso continua a esserne uno dei punti di riferimento, con il suo incarico di presidente dei Nuclei parrocchiali di evangelizzazione, le «cellule» di missionari laici del Vangelo che ha fondato e diffuso nel mondo.A Sant'Eustorgio le 24 ore per il Signore saranno molto speciali: porte aperte tutta la notte e sacerdoti a disposizione per confessare sempre, a ogni ora, tra le 17 del 4 marzo e le 17 del 5 marzo. Anche all'alba o quando il cielo è tutto scuro e sono tornati a casa gli ultimi ragazzi che animano l'intensa movida del quartiere. «A qualunque ora tu voglia venire - dice don PiGi - trovi qualcuno che ti confessa, una persona preparata e disposta a far sacrifici per te». Per confessarsi non c'è bisogno di essere abituati. Al contrario, viene da pensare che chi non si vede da anni, o da decenni, sia quasi preferito.«Quanto più tu sei lontano, tanto più il Signore ti è vicino, quanto più sei peccatore, tanto più Lui ti ama. Dio ama la passione. Un grande peccatore, che ha paura di confessarsi, deve essere il più amato dal sacerdote» dice il sacerdote, raccontando il paradosso della misericordia di Dio. Ma può venire chiunque, anche chi è sicuro di non poter ricevere l'assoluzione? «Certo, si può venire alla confessione anche se non si può ricevere l'assoluzione. Il compito del sacerdote è far capire l'estremo amore di Dio, che rimane sempre».

Naturalmente anche chi già si confessa saltuariamente è il benvenuto, ma come nella parola del figliol prodigo, il papà gioisce per chi si era perduto lontano e ha ritrovato la strada di casa.Don Pigi dice che negli anni anche lui è cambiato nel confessare, ha imparato molto dal cardinale Carlo Maria Martini e adesso, anche grazie all'incarico di «missionario della misericordia», è diventato più affettuoso. «Non posso stare in confessionale a causa dell'età e dei disturbi alle gambe, confesso seduto a un tavolo e mi è possibile mettere la persona a fianco e non di fronte, un uomo accanto a un altro uomo. Sono stato toccato dal compito e dalla raccomandazione di essere vicino, umano, comprensivo e comprensibile. Mi è naturale accarezzare una mano, soprattutto quando la vedo fredda. Concludo con un saluto affettuoso, una carezza. Mi sforzo di togliere il disagio, non faccio domande».

Ci sono peccati più duri e uno di questi è l'aborto. «Tante persone vengono anche più volte a ripetere la confessione, perché c'è qualcosa nella natura che davanti a questo peccato grida vendetta a Dio. Una madre che abbraccia il suo bambino come fa a non pensare dove sarà il piccolo che ha abortito. Prima, cerco di fare un'opera di pacificazione. Ricordo alla mamma che il bimbo è suo alleato, perché lei gli ha dato la vita anche se solo per tre, quattro o cinque mesi. Le dico che deve trasformare questo bambino in un difensore, le suggerisco di dargli un nome e di invocarlo nei momenti di difficoltà come un protettore. Non significa giustificare l'aborto ma dare valore al figlio, considerarlo come vivente. Molte volte si raccolgono anche le lacrime».Tra i peccati che il missionario don Pigi può perdonare c'è l'assoluzione del complice da parte del sacerdote che ha una relazione sessuale con qualcuno, che è un peccato gravissimo. Può assolvere dalla profanazione dell'Eucaristia («a volte la prendono, la spaccano, la disprezzano»). E dalla violazione del segreto della confessione. Segreto importantissimo, al punto che c'è chi è morto martire per difenderlo. San Giovanni Nepomuceno (1349- 1393) alla corte di Praga resistette a re Venceslao che avrebbe voluto sapere da lui che cosa gli avesse confessato la regina Giovanna, poiché dubitava della fedeltà di lei. Non accettò e il re lo fece annegare nella Moldova. Per dire quanto vale una Confessione.

Commenti

roberto.morici

Gio, 03/03/2016 - 13:16

Forse il buon prete ha imparato un sacco di cose dai "racconti" di qualche peccatore di lunga militanza...

joecivitanova

Ven, 04/03/2016 - 01:50

Gran belle parole piene di saggezza, senza dubbio. Ma non leggo parole dedicate a quello che per me dovrebbe essere la cosa più importante; non basta pentirsi del male fatto, desiderare il perdono e chiederlo per averlo, ma bisogna anche meritarselo e quindi dedicarsi il più possibile a cose e ad azioni tese a rimediare il male fatto, se siamo sinceramente pentiti..se no non vale, sono buoni tutti eh, ed anche perdonare così è 'facilino', poche responsabilità..!!.. G. p.s.: consiglio di vedere il film, anche se non è un capolavoro, 'Levity' in proposito.