Grandi borghesi e Navigli ma Sala ignora le periferie

Mr Expo incassa l'appello della «Milano bene» e punta sul sogno impossibile di riaprire i canali

Chiara Campo

Rieccoli. Cinque anni dopo il «Comitato del 51%» a sostegno di Giuliano Pisapia, tornano Piero Bassetti, Aldo Bonomi, l'assessore Franco D'Alfonso (allora solo l'«idologo arancione»). Loro - esponenti della borghesia milanese - e una nuova lista di dirigenti di banche e aziende, docenti, avvocati e manager si sono riuniti ieri intorno a Beppe Sala per lanciare un appello al voto per il ballottaggio a favore del candidato Pd. Tra i firmatari ci sono Fiorenzo Benzoni, già dirigente di Telecom Italia, il consigliere di Fondazione Cariplo Carlo Cerami e l'economista Marco Vitale che già attivi nella campagna del 2011 per Pisapia. Era pro Letizia Moratti ed è diventato volto immagine nella campagna per Sala (in prima fila anche ieri) Massimo Ferlini, vicepresidente nazionale della Compagnia delle Opere, il braccio operativo di Cl. Non è un esponente della borghesia ma è attivissimo nella corsa di mr Expo anche don Gino Rigoldi: ha già girato un videomessaggio, ospitato la sfilata elettorale di Matteo Renzi e ora firma anche l'appello.

Non ci si sorprende di fronte all'esito del primo turno delle Comunali: Sala ha conquistato il centro e perso 5 zone di periferia. E ora che dovrebbe recuperare a sinistra, non dando per scontata una dichiarazione di voto dell'ex sfidante Basilio Rizzo (si esprimerà forse alla vigilia e non ha chiesto apparentamenti, per cui l'elettorato si sentirà più libero di andare o non andare ai seggi), oltre a corteggiare i salotti Sala rilancia il progetto che è già stato bocciato persino da Pisapia, prima e dopo le primarie. Ieri nel duello a Porta a Porta contro Stefano Parisi Sala ha mostrato al pubblico il suo libro «Milano sull'acqua. Ieri, oggi e domani» e ha ripetuto che il suo sogno Milano è «riaprire i Navigli, mi impegno a completare lo studio tecnico del Politecnico giù ad uno stadio avanzato per poi lavorare sulla fattibilità e sul reperimento delle risorse». Campa cavallo. Servono circa 400 milioni. In cinque anni dopo il referendum ambientale del 2011 lanciato anche su questo tema dal radicale Marco Cappato e gli altri esponenti del Comitato, la giunta Pisapia ha commissionato più studi per rinviare il progetto. E ieri Sala ha annunciato: «Su questo tema lancerò un referendum nel 2017». Ma come? Anche il socialista Roberto Biscardini ha ricordato: «Il voto c'è già stato e a favore». Sembra un tentativo di allungare ancora i tempi e (intanto) attirare i voti di Cappato. I radicali puntano ad un apparentamento con Parisi o Sala, ma il candidato del centrodestra non concede poltrone, quindi potrebbe dichiararsi per Sala. E cosa pensa Rizzo della riapertura dei Navigli in zona Brera? «É un sogno da fare dopo che si sono risolti tanti altri problemi della città, nelle condizioni finanziarie attuali non credo sia all'orizzonte». Il sogno di Parisi: «Più lavoro, sicureza e una gestione meno ipocrita dell'immigrazione». Il volto «aristocratico» della tv Costantino della Gherardesca ha fatto un videoappello per Sala.