Grandine a Milano e tornado in Lombardia In ginocchio la vendemmia in Franciacorta

Alberi abbattuti in città. Danni per 100 milioni di euro a vigneti e uliveti

di

Sale a quota tredici il numero delle grandinate che si sono abbattute da maggio ad agosto sulla regione. L'ultima è avvenuta proprio ieri mattina nella zona ovest di Milano fra Turbigo, Legnano, Villa Cortese e Cerro Maggiore. Le stime del monitoraggio della Coldiretti lombarda segnalano una tempesta di ghiaccio ogni 10 giorni, una cadenza record giustificata della siccità e dalle altissime temperature che la colonnina di mercurio ha segnato durante tutta la bella stagione. Nel mese di luglio, infatti, le piogge sono state quasi dimezzate rispetto alla media, risultando inferiori del 47%. Intanto cresce la somma dei danni provocati al settore primario, che a livello nazionale sfiora una perdita di due miliardi di euro, 100 milioni dei quasi solo in Lombardia.

L'allarme è per le aziende agricole che hanno visto un intero anno di lavoro andato distrutto. I prodotti più colpiti sono stati: mais, vigneti, uliveti, frutteti, coltivazioni di fragole e verdure. Hanno subito danni in media il 30% dei raccolti con picchi fino al 90%. Un vero problema per gli agricoltori che già da anni soffrono una forte crisi del settore, sia per il tempo reo sia per le importazioni straniere a basso costo che attuano una concorrenza spietata al made in Italy. A distruggere piantagioni e primizie non è stata solo la grandine ma soprattutto il forte vento che la accompagna, capace di scoperchiare serre e rompere rami. Sempre il vento, ha fatto danni anche nel centralissimo viale Montello, dove le raffiche hanno spezzato un albero che cadendo ha travolto i fili di una linea tram, causando forti disagi alla circolazione cittadina e richiedendo l'intervento dei vigili del fuoco e del personale ATM.

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia, ha commentato i recenti fenomeni atmosferici con preoccupazione: «Questi avvenimenti hanno un impatto devastante sull'ambiente, l'economia, il lavoro e il turismo».

Il maltempo non ha risparmiato neppure la Franciacorta, dove la grandine ha dato il via alla corsa per la raccolta delle uve nell'area tra Rovato, Provaglio e Iseo. La zona soffriva già di anomalie del clima, che nel tempo avevano diminuito del 30% le rese dei vigneti.

Non solo uva e buon vino nel mirino di questa tempesta di ghiaccio che colpisce a macchia di leopardo i prodotti tipici della nostra nazione. A pagarne le spese anche piante di ulivo e colture sotto serra. E se la scorsa primavera non aveva dato tregua agli agricoltori con le tante gelate improvvise ora è il turno della grandine e delle trombe d'aria che stanno mettendo in ginocchio le aziende agricole da Varese a Cremona passando per Brescia. Un conto salato per l'economia del primo settore che negli ultimi dieci hanno ha perso, per colpa del clima, 14 miliardi di euro.