Grattacieli, griffe e finanza Tutti gli affari dello sceicco

La famiglia Al-Thani è proprietaria di Porta Nuova Tra i beni anche Valentino, l'Hotel Gallia, Credit Suisse

Il Qatar è tra di noi. Si nasconde tra grattacieli, griffe, finanza e attività commerciali. Stiamo parlando del mondo del commercio e degli investimenti che hanno visto un incremento del volume degli affari e degli scambi tra Milano e l'emirato, ora accusato di sostenere e finanziare il terrorismo islamico. Sono passate da 7 a 15 negli ultimi cinque anni, (dal 2012 al 2017) per esempio le imprese di Doha in città, da 8 a 41 sul territorio nazionale, secondo i dati della Camera di commercio di Milano. Crescono del 413 per cento le cariche nelle imprese italiane.

Ai grandi livelli, risale al 2015 l'acquisizione da parte della Qatar Investment Authority (Qia) fondo sovrano dell'emirato, attraverso la controllata Qatar Holding del 100 per cento del progetto di Porta Nuova da Hines Italia. «L'Italia diventa il secondo paese dopo l'Inghilterra - spiegava Manfredi Catella, amministratore delegato di Hines Italia - in cui il fondo sovrano del Qatar è maggiormente presente». Il valore di mercato dell'intero progetto (290mila metri quadrati di area) è di 2 miliardi di euro. Simboli del nuovo quartiere di Porta Nuova la torre Unicredit di Cesar Pelli, che si affaccia su piazza Gae Aulenti e il Bosco Verticale di Stefano Boeri al quartiere Isola.

Il Qatar è anche il principale socio (40 per cento) dell'immobiliare Coima res, la società di investimento immobiliare quotata in Borsa, guidata da Manfredi Catella, che è rimasta responsabile delle attività di property e project management del progetto.

Ma nel mondo immobiliare il Qatar si era già fatto spazio nel 2011: la famiglia reale, gli Al- Thani avevano acquisito l'Hotel Gallia in piazza Duca d'Aosta per ristrutturarlo completamente.

Passando al mondo elle banche e della finanza Il fondo sovrano Qia, che vanta un portafoglio di 300 miliardi di dollari, ha investito anche nella London Stock exchange, che controlla piazza Affari, e ha comprato le sedi milanesi di Credit Suisse. Ha sede in Foro Bonaparte la Qatar holding Smeralda investments, il complesso turistico alberghiero creato negli anni Sessanta dall'Aga Khan.

Lo sbarco nel mondo della moda della famiglia reale al-Thani, in particolare Mozah bin Nasser Al Missned, moglie dell'emiro del Qatar, Sheikh Hamad bin Khalifa risale al 2012 con l'acquisto della maison Valentino, per 700 milioni di euro. Stessa sorte per il marchio di moda maschile Pal Zileri. Investimento quanto mai riuscito quello della maison di via Turati che, sotto la guida dell'amministratore delegato Stefano Sassi, ha quasi moltiplicato per 5 volte il suo giro d'affari rispetto ai 240 milioni del 2006.

Non solo, ha sede a Milano anche il Terminale gnl Adriatico srl, di cui l'emirato possiede il 22 per cento del capitale sociale. la società,da 200 milioni di euro, si occupa dell'esercizio in Italia e all'estero di attività di progettazione, costruzione, manutenzione e gestione di un terminale per la rigassificazione di gas naturale. Il rigassificatore off shore in provincia di Rovigo, inaugurato nel 2009, gestito da Qatar e dagli americani ExxonMobil, controlla il gas in arrivo da Doha in Europa, alternativa la gas russo della Gazprom.