Grattacieli sui poster, talebani del verde in lista

Il Pd schiera al quinto posto Milly Moratti. E c'è l'ex Pdl Ruzzon

Quando nel 2011 si schierò con Giuliano Pisapia contro l'ex sindaco (e cognata) Letizia, Milly Moratti la accusò di aver creato un «piano sregolatore, disegnato dagli interessi di finanzieri e immobiliaristi. Una città senza identità in stile Abu Dhabi». Milly Moratti più che ambientalista è stata definita una «talebana del verde». Come lei (forse) c'è solo il consigliere Pd Carlo Monguzzi, che diede battaglia ai tempi di Albertini contro il progetto Porta Nuova. I grattacieli «in stile Abu Dhabi», che dopo i manifesti elettorali campeggiano anche sulla copertina della «relazione di fine mandato» distribuita ieri dal Pd alla presentazione della lista elettorale. Eppure l'antitesi all'idea di sviluppo a cui chiaramente puntano i renziani, tanto da provare a intestarsi il progetto nato sotto le giunte di centrodestra e osteggiato dalla sinistra, è un profilo come Milly Moratti, non solo candidata, ma nella testa di lista. C'è anche Monguzzi, ma dopo il quinto posto si prosegue in ordine alfabetico. Era già stato presentato come capolista l'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino, il meno renziano - per non dire anti - tra gli ex sfidanti alle primarie. Salva il secondo posto nonostante la recente pennellata su un'auto in divieto di sosta l'assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza, e si prosegue con altri due esponenti della giunta Pisapa, Marco Granelli (Sicurezza) e Pierfrancesco Maran (Trasporti). Dopo la Moratti, l'ordine alfabetico parte con Abdel Qader Sumaya, dirigente del coordinamento delle associazioni islamiche milanesi, quel Caim che ha presentato ricorsi al Tar per vedersi assegnati i luoghi messi a bando dal Comune per le moschee. Il suo nome è in «quota» Majorino, tra i principali artefici del pasticcio su quel bando. Non era in sala ma confermata in lista, nonostante il malumore di parecchi esponenti dem, l'ex assessore Pdl a Paderno Dugnano Lidia Ruzzon. Si dimise nel 2012 dalla carica e da Forza Italia dopo 14 anni di militanza per i «troppi scandali», ma diversi piddini si erano espressi contro. La quota cattolica è rappresentata da Enrico Lupatini, fondatore dell'Unione sportiva delle Acli milanesi. Dopo un mandato da presidente in Zona 5, torna invece a correre per il Consiglio Aldo Ugliano. Tanti gli attacchi al centrodestra. Maran ha definito i capilista «impresentabili», Majorino paragona Mariastella Gelmini in visita ai quartieri come capolista Fi «all'antropologo Levi Strauss che vede gli aborigeni per la prima volta». Caterina Antola, candidata alla presidenza della Zona 3, invece richiama all'ordine il partito: «Non vedo ancora passione intorno a me, dobbiamo convincere i milanesi». E il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri fa presente che la sfida «va oltre Milano, anche il governo verrà valutato per quello che succederà qui».

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