Greg, Viviani e «Sir» Ranieri Il premio Brera cala gli assi

Presentate le candidature per la sedicesima edizione Dall'allenatore del Leicester ai due azzurri oro a Rio

Antonio Ruzzo

É iniziato il conto alla rovescia per il «Premio Gianni Brera Sportivo dell'anno 2016», appuntamento classico dello internazionale a Milano. Sedicesima edizione che si terrà il 23 gennaio al Teatro Dal Verme di Milano e che rinnova la storia, gli insegnamenti e la memoria di «GiuanfuCarlo» assegnando un Trofeo e riconoscimenti speciali a chi tra gli sportivi si è distinto per i risultati ottenuti sul campo e per il contributo alla promozione di una immagine dello sport che a Brera sarebbe piaciuta. L'evento, promosso dal circolo culturale «I Navigli», è stato presentato pochi giorni fa nel corso di una serata organizzata da Consulbrokers, nuovo sponsor della manifestazione che va ad aggiungersi a Regione Lombardia, Allianz Bank, Autostradale, Circolo Alessandro Volta, Habitare, Tiro a segno nazionale, e Associazione Artisti e Patriottica. Nella location milanese di «Filippo La Mantia Oste e cuoco», sono state rese note alcune delle nomination che concorreranno nelle differenti categorie: Claudio Ranieri (calcio), la società Sassuolo (calcio), Gregorio Paltrinieri (nuoto), Bebe Vio (paralimpiadi), Francesca Porcellato (paralimpiadi), Elia Viviani (ciclismo), Federico Arnaboldi (tennis) ed altri ancora. La giuria, composta da ex sportivi, giornalisti e personalità del mondo dello sport, in passato ha già assegnato trofei e riconoscimenti ad atleti e allenatori del calibro di Paolo Maldini, Fabio Capello, Marcello Lippi, Valentina Vezzali e Gianluigi Buffon. Le designazioni definitive sono previste entro la prima decade di gennaio ma come sempre sono attesi grandi campioni e personaggi dello sport.

Il «Brera» è un bel pezzo di storia condensato in una serata raccontata come da tradizione dal giornalista Mediaset Mino Taveri e nato con l'intento di promuovere nel tempo gli insegnamenti e la memoria di quel grande scrittore del nostro tempo che fu Brera. Scomparso quasi venticinque anni fa (era il 19 dicembre del 1992) ha lasciato in eredità articoli memorabili, la sua è stata una scrittura che ha raccontato lo sport come dovrebbe essere, come uno se lo immagina, inventandosi parole nuove, adattando alla poesia di un gesto quella di un racconto che è poi diventato storia della letteratura. Con lui gli italiani hanno imparato a conoscere parole come melina, contropiede, libero, atipico, pretattica. Sudore, fatica, gambe e cuore erano aggettivi che nei suoi racconti di futbol non mancavano mai e che bisognava mettere sul campo. E infatti più Riva che Rivera, più Bearzot che Sacchi, più mediani che mezzeali. Brera sapeva cogliere magia ed essenza dello sport, il senso più profondo, sapeva raccontare le emozioni andando oltre la cronaca. Fu con Brera che gli articoli diventano anche commento tecnico. E non furono solo racconti di calcio, ma anche di ciclismo, di atletica di tutto un mondo su cui lasciò una firma indelebile.