«La guida delle nostre imprese sia concreta e guardi al mondo»

Alberto Giannoni Per la presidenza di Confindustria è testa a testa. Alberto Vacchi e Vincenzo Boccia si contendono la successione ai Giorgio Squinzi. Si vota il 31 marzo e le associazioni territoriali si stanno schierando. Il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca si è detto sicuro che Vacchi abbia il profilo giusto. E per l'industriale bolognese si schiera anche Nicolò Codini, presidente di Disa e vicepresidente del consiglio dei meccanici di Assolombarda.Codini, perché sta con Vacchi?«La mia azienda meccanica produce iniettori per motori diesel, è una microscopica Bosch. Disa esporta in tutti i Paesi del mondo, seguiamo l'economia internazionale non per diletto ma per gestire l'azienda. E, alla guida di Confindustria, abbiamo bisogno di un industriale vero, che abbia un occhio sul mondo che è la realtà con la quale ci misuriamo tutti i giorni».Un presidente concreto?«Un presidente pragmatico. Siamo tutti immersi in una crescente realtà di mercato immateriale, le app, le idee. Tutto questo genera posti di lavoro liquidi, ma sarebbe meglio conservare posti solidi. Ed essenzialmente la manifattura li crea e li conserva. L'azienda di Vacchi è cresciuta in modo straordinario. Lui è un potenziale futuro presidente che sa il fatto suo in termini di gestione di realtà manifatturiere vere».È un'idea condivisa dagli altri imprenditori del settore?«Gran parte dei meccanici la pensa così, abbiamo bisogno di un presidente che conosca bene la nostra situazione». Qual è il polso dell'economia?«Gli ultimi due anni sono stati molto buoni per Disa. Io ho lavoratori straordinari. Ora la riduzione del prezzo del petrolio ha fermato gran parte delle miniere in tutto il mondo. Anche le grandi macchine non fanno manutenzione e mi affaccio a una piccola riduzione. La Lombardia è in una situazione buona ma di attesa. Siamo indubbiamente in un momento chiave. E ci aspettiamo molto anche dal rinnovamento' contrattuale proposto da Federmeccanica».