Gusto e calorie, il take away diventa dietetico

L'ultima novità delle modelle in fatto di dieta è il brodo di osso. Ecco, non punta sulle ossa «Diet to go» che ha trovato casa in via Pascoli 18 in zona città studi. La catena, nata per consegnare a domicilio i pasti dietetici, non esegue più soltanto servizio on line o via telefono, e passa al takeaway in un punto vendita arredato in tema con la filosofia di pietanze cucinate per offrire una nutrizione calibrata e necessaria, non una caloria di più non una caloria di meno.

«Mancava una proposta del genere in Italia. Dopo aver provato con la consegna, ora passiamo al takeaway e i risultati ci sono» dice Aufson, arrivata da Parigi a Milano qualche anno fa. Tre menu: il mediterraneo, il vegetariano e la «zona» con un ventaglio di manicaretti che coprono il fabbisogno quotidiano di carboidrati, proteine e grassi, ubbidendo al tetto base: 1500 calorie per gli uomini, 1200 per le donne. In via Pascoli si può fare un assaggino di tutte le proposte dal flan di crema di riso alla torta di carote con madorle amare, dalla frittata di broccoli e fontina allo sformato di fragole al timo e salsa di pompelmo rosa.

«Diet to go» lavora nel settore della ristorazione dietetica da dieci anni e si avvale di un team di nutrizionisti che sperimentano nuovi gusti senza calcare la mano su grassi o proteine. Se ritornando dal lavoro alla sera avete voglia di apprestarvi a una cena «frugale» ma invitante in via Pascoli avete l'imbarazzo della scelta. I preparati sono freschi, creati in giornata con le migliori materie prime. Nel negozio si possono consultare libri per imparare a fare i cibi in casa. Il pasto dietetico non rinuncia a nessun cibo, ma calibra gli ingredienti e i gusti in modo da evitare sgradevoli ingombri al nostro corpo. E' funzionale anche alla manzanza di spreco, perché usa il necessario senza scarti che poi rimangano inservibili. Potage, soufflè, paste e dolci mantengono un sapore molto naturale. I prezzi di «Diet to go» sono competetivi. Oggi la parola «dieta» crea un certo rifiuto, perché dopo anni e anni in cui ci hanno spiegato che non si deve mangiare in quel modo o quel particolare cibo, spesso siamo tentati dal buon sacchetto di patatine fritte. Ma la dieta non è una gogna che assicura al corpo una valenza estetica, quanto un modo salutare per disintossicarci dalle scorie che la civiltà contemporanea ci fa deglutire ogni die in un sistema di vita troppo lontano dalla natura.

«Diet to go» cerca di mantenere vivo questo rapporto del gusto con la materia che ci circonda, perché alla fine il modo migliore di mangiare è non sovraccaricare ogni cibo con condimenti e salse che tolgono alla nostra bocca il piacere di scoprire e di stupirsi della fantasia della terra.