Ha ucciso il convivente per difendere la bambina

Il compagno non tollerava il suo lavoro da ballerina La donna adesso è in carcere con la figlia di 2 anni

Oksana piange nella cella a San Vittore, abbraccia la sua bambina e se la tiene stretta come l'ultimo baluardo che la collega alla vita, da donna libera e incensurata, alla normale esistenza di tutti i giorni, quella che avrebbe voluto avere e che forse resterà un miraggio. Da venerdì sera questa bella lituana 26enne, che di cognome fa Murosova, di professione è ballerina nei locali notturni ed è madre da poco più di due anni. Ora si trova in carcere con l'accusa di omicidio volontario. Ha ucciso il suo ultimo convivente con una sola, fatale coltellata al cuore.

L'uomo, un ucraino di 31 anni, per l'ennesima volta l'aveva aggredita per regioni di gelosia. Forse la lituana avrebbe accettato di farsi insultare, maltrattare e picchiare anche venerdì, ma l'uomo - Bilous Ruslana - che l'ha accolta a casa, nel loro appartamento di via Ripamonti 193, con i soliti modi violenti ed esasperati da un'ubriacatura solenne, mentre litigava con Oksana avrebbe buttato a terra la sua bimba (di cui non è padre visto che è nata da una precedente relazione della lituana, ndr ) procurandole un ematoma alla testa per il quale, più tardi, la piccola è stata tenuta in osservazione all'ospedale.

In quel momento Oksana non ha più capito nulla e la tragedia si è consumata in una manciata di secondi. Davanti allo spettacolo pietoso della sua bambina che urlava per il dolore e lo spavento, la giovane madre ha afferrato d'istinto un coltello da cucina e con una sola coltellata al cuore ha ucciso il compagno. Quando ha visto l'uomo inerme e sanguinante, a terra, si è spaventata e ha chiamato subito il 118, quindi ha avvertito i carabinieri e ha atteso che arrivassero sul posto sia le ambulanze che gli investigatori. I soccorritori, che hanno constatato subito le condizioni disperate dell'ucraino, non sono riusciti a rianimarlo. Così hanno trasportato la donna, che era ferita come chi ha appena ingaggiato una lite animata, insieme alla bambina, al San Paolo.

Da quanto risulta dagli accertamenti condotti successivamente dai carabinieri del nucleo investigativo - intervenuti sul posto insieme al pm di turno Alessandro Gobbis e responsabili dell'inchiesta -, sia l'uomo che la donna sono incensurati e in regola con il permesso di soggiorno. Le testimonianze dei residenti dello stabile di otto piani dove la coppia abita, hanno confermato ai militari milanesi che Bilous Ruslana era spesso aggressivo, ubriaco e frequentemente in preda a crisi di gelosia. Tuttavia agli atti non risulterebbero denunce della donna nei suoi confronti o chiamate alle forze dell'ordine per maltrattamenti. Oksana, secondo i vicini, ci teneva alla sua privacy, ma con la figlia era molto amorevole.

«Abbiamo notato anche l'uomo, spesso, in compagnia della bambina - spiega una coppia di anziani che abitano nel condominio di via Ripamonti 193 -. Sembravano affiatati tant'è che non pensavamo non fosse lui il vero padre».

«Le urla dell'ucraino si sentivano spesso, soprattutto la sera tardi - spiega un 23enne che abita nello stabile con i genitori -. Avevo capito che lei lavorava in un night, era bella e piuttosto appariscente, ma aveva anche un atteggiamento molto composto e riservato. Lui però era folle di gelosia».