Una «high line» per il centro: se ne parlerà ad Arch week

Sei giorni di full immersion nell'architettura. Succede dal 12 al 18 giugno con «Milano Arch Week», una settimana di eventi, incontri, performance, dialoghi, letture e discussioni pubbliche dedicata all'architettura e alle trasformazioni urbane. Un grande contenitore, che debutta quest'anno grazie alla collaborazione tra Triennale e Politecnico, sotto la direzione artistica di Stefano Boeri, che avrà il suo fulcro nelle sale della Triennale e nel Teatro Burri nel Parco Sempione. «Milano Arch Week nasce come evoluzione del festival Mi/Arch, un'idea che il Politecnico ha sviluppato a partire dai festeggiamenti per il suo 150 anni nel 2013 - ricorda il Comune - e che in quattro edizioni ha permesso di accogliere in città architetti, che stanno cambiando il volto delle città del mondo: da Rem Koolhaas a Kazuyo Sejima, dalle Grafton Architects a Peter Eisenman, da Daniel Libeskind a David Chipperfield».

«Il programma - ha spiegato Stefano Boeri - è ancora in fase di definizione» e «aperto a contributi», ma alcune conferme già sono arrivate. Tra i nomi, architetti e studiosi del settore di fama internazionale come Peter Eisenman e Francis Kerè, ma anche Elizabeth Diller dello studio Diller- Scofidio che ha ideato la High Line di New York. E ancora Massimiliano Fuksas che parlerà della sua «Nuvola» realizzata a Roma e Oliviero Toscani che approfondirà il rapporto tra fotografia ed architettura. Sezioni tematiche coinvolgeranno anche musica e cinema e un'attenzione particolare sarà poi dedicata anche alla ricostruzione post terremoto. Il sindaco Beppe Sala ha invece sottolineato come «l'architettura» si sia «rivelata una delle leve del cambiamento di Milano» e ha ricordato le sfide di trasformazione urbanistica che attendono la città, con gli scali ferroviari, il sito di Expo e l'area ex Falck di Sesto San Giovanni dove sorgerà la Città della Salute. «Complessivamente stiamo parlando di 3,5 milioni di metri quadrati», ha ricordato. Ci sarà spazio per confronti sulla rigenerazione urbana, tra verde e contemporaneità con progetti come la High Line di New York che il sindaco vedrebbe potenzialmente bene anche in una Milano del futuro: «Su dimensioni diverse Milano e New York - ha detto- piacciono allo stesso pubblico».

MBr