"Ho inventato una vera casa dove tutti possono cucinare"

Giovane imprenditore racconta il successo di "Presso": "Privati o veri chef, nei miei spazi 50 eventi al mese"

Le buone idee quasi sempre nascono per caso. Come è successo al 36enne Claudio Garosci, imprenditore milanese laureato in antropologia, che venne folgorato da un'intuizione davanti alla Tv, un sabato sera, mentre seguiva lo spettacolo comico Zelig. «Possibile», si disse Garosci, e ce lo racconta, «che Canale 5 mandi in onda la trasmissione campione di ascolti proprio il sabato, quando la gente dovrebbe uscire? Cosa non torna? Scoprii che la gente non va fuori quanto immaginavo. Anche perché da nessuna parte si sta bene come a casa. Mi venne l'idea, poi affinata con la mia socia ingegnere Valeria Baggia, di creare un luogo che fosse come casa propria, dove è vietato non toccare. Ed ecco Presso, una cosa che non esisteva in Italia e all'estero». Era il 2013, Presso aprì in via Paolo Sarpi, dove c'era lo storico negozio di abiti Bardelli. Oggi, Garosci e Baggia hanno una seconda sede milanese, in via Marco Polo, e stanno cercando il posto adatto per aprirne una terza, forse dalle parti di piazza Piemonte. «E stiamo aprendo al franchising, ci chiedono affiliazioni da Roma, Brescia, Verona, Torino».

Da Presso sono circa 50 gli eventi ogni mese, nelle due sedi esistenti, e stanno crescendo. «In maggioranza riguardano i privati. Veniamo affittati per feste, ricorrenze, serate tra amici. Presso è un ambiente di sapore domestico, dove ognuno può divertirsi a cucinare, a far cucinare, a stare insieme. Gli spazi interni, in via Paolo Sarpi sono su tre piani, li chiamiamo Case'. Con l'affitto il cliente può usare gli utensili presenti o, su richiesta, avere cuochi, musicisti, attori», spiega Garosci. «In via Marco Paolo, a cura della critica gastronomica Roberta Schira, vanno in scena con cene per pochi e selezionati ospiti i ristoranti di Lombardia che vogliono farsi conoscere a Milano, vetrina unica. La rassegna si chiama DiGusto, è in corso da due anni. Il 18 giugno ci sarà La Fiorida, una stella Michelin in Valtellina. Con DiGusto proseguiremo nel 2019».

A Garosci chiediamo di parlarci di un progetto che riguarda zona Sarpi, sbrigativamente indicata come Chinatown. «Faremo, a maggio 2019, una tavolata lungo tutta la via, un ristorante diffuso. Iniziativa che mi auguro verrà replicata negli anni successivi», dice Garosci. «La tavolata fa parte del progetto con il quale Presso ha vinto il bando per il Duc, Distretto Urbano del Commercio. Siamo i capofila del progetto per Sarpi fino a metà 2019. Un lavoro bello e complicato. In zona ci sono ben 15 associazioni e c'è da comporre la sensibilità tra la comunità italiana e quella cinese. Nel quartiere risiedono più italiani, ma i cinesi sono la maggioranza tra i commercianti». Per fortuna, ricorda Garosci, «abbiamo scoperto che l'amministrazione comunale, soprattutto nell'assessorato allo sviluppo sociale, ha molte competenze e la capacità di condividere visioni innovative». Sarà anche merito dello spirito di rinascita milanese? «Certamente - conclude l'imprenditore - oggi Milano è la città con maggiore energia in Europa. Se riuscissimo a migliorare l'aspetto ambientale, e a recuperare il ritardo nella mobilità, dovuto a errori del passato, non ci batterebbe nessuno».