«Ho trascurato la città, ora sarò più presente»

Il deputato di FdI: «Tensioni nel partito? Solo movimenti tellurici post voto»

Maria Sorbi

Ignazio la Russa, Fratelli d'Italia a Milano si è fermato al 2,42 per cento. Vi aspettavate almeno un punto percentuale in più, vero?

«Sì, ci aspettavamo un po' di più. Sono molto rammaricato e mi sento un po' in colpa».

Perché?

«Perché mi sono dedicato molto alla campagna elettorale di Roma, trascurando invece Milano. I miei sono stati molto bravi, presenti nelle piazze e nei mercati, ma non siamo riusciti a dare alla gente quella ragione in più per darci la preferenza».

Quindi adesso tornerà a occuparsi di Milano?

«Si, ho lasciato che Fdi a Milano andasse per troppo tempo da sola. Ora me ne occuperò di più. Ho già incontrato Stefano Parisi per impostare la campagna elettorale in vista del ballottaggio. La priorità di tutti noi è vincere, il resto viene dopo».

De Corato, con le sue 2.362 preferenze, presenta il conto al partito. Del resto, un elettore di Fdi su cinque ha votato per lui.

«A me non ha chiesto nulla. De Corato è bravo ma - lo dico con affetto - è sempre lui, ovunque, in Comune e in Regione, rischiando di creare l'effetto tappo. Io per evitare il tappo mi sono candidato anche altrove. Dobbiamo far emergere nuove realtà».

Se De Corato dovesse lasciare l'incarico in Regione, al suo posto entrerebbe Nicolò Mardegan e Fdi perderebbe il banco.

«De Corato non lascerà la Regione».

Marco Osnato, il secondo più votato dei vostri, chiede una forma di rinnovamento nel partito contro il vecchiume del passato. La chiamiamo rottamazione?

«Credo si tratti solo di movimenti tellurici post elezioni. Se è per questo all'interno di Forza Italia è anche peggio».

Però sono critiche che scoperchiano le tensioni tra le varie correnti all'interno di Fratelli d'Italia?

«Osnato è contento perché ha superato Paola Frassinetti. Ma di fatto ha solo spostato voti di apparato. Si sono contesi gli elettori che già avevamo, perdendone anche un po'».

Quindi qual è la nuova sfida di Fratelli d'Italia?

«Conquistare nuovi voti. E fare in modo che il partito non sia solo la somma di singoli candidati. I nostri temi, dalla sicurezza ai militari in strada, sono forti e anche Forza Italia li ha fatti propri».

Fdi ha pagato l'effetto della fuoriuscita di Mardegan?

«In parte può aver contribuito anche quello».

Siete stati penalizzati dalla vicenda del Tar e dal rischio di essere esclusi dalla corsa elettorale?

«Si, ma diciamo che se le elezioni fossero state politiche e non amministrative avremmo preso il 33 per cento in più. In sostanza non saremmo andati sotto il 5 per cento».