I big in campo per Allevi Ok della Lega ai centristi

Previsto l'arrivo a Monza di Berlusconi e Salvini Il Carroccio dà il via libera all'accordo con Maffè

Alberto Giannoni

Accordo pronto a Monza. Il centrodestra che sostiene Dario Allevi e il cartello civico di centro guidato da Pierfranco Maffè, sono arrivati al dunque. Il candidato di centrodestra, che al primo turno ha raggiunto il 39,84%, ha certamente il vento nelle vele. Il suo avversario principale, Roberto Scanagatti del Pd, domenica sera ha dovuto subire la delusione di veder azzerato il vantaggio ideale di essere sindaco uscente e si è fermato al 39,91%. I due schieramenti, dunque, sono separati da una manciata di schede ed è chiaro che il 5,23% di Maffè può fare da ago della bilancia. Un accordo di Maffè col Pd è escluso: questo lo hanno spiegato anche i vertici di «Lombardia popolare» ed «Energie per l'Italia» (gli ex Ncd e il movimento di Stefano Parisi). Inoltre Allevi, Maffè e i rispettivi schieramenti hanno lunghi anni di esperienza politica in comune. Il medico candidato sindaco in passato è stato impegnato in prima persona nell'amministrazione guidata dal leghista Marco Mariani.

La Lega, non a caso, dà il suo via libera all'accordo. Convinto Massimiliano Romeo, oggi capogruppo regionale del Carroccio e in passato a sua volta assessore comunale: «L'apparentamento con Maffè è necessario - spiega - perché Monza dobbiamo vincerla. Lo dico anche da cittadino monzese - aggiunge Romeo - con lui e con altri ho sempre avuto buoni rapporti, lui era in giunta con me, abbiamo sempre lavorato insieme al di là delle varie appartenenze. E tra persone che hanno lavorato insieme (lui assessore all'Istruzione, io alla viabilità e alla sicurezza) non vedo perché non debba esserci una convergenza». Ostilità non c'è mai stata, neanche al primo turno: «Mi avrebbe fatto piacere averlo con noi ma io problemi certo non ne ho» aggiunge Romeo, prima di sottolineare il suo appello finale: «Andate a votare - dice - per cambiare Monza. Allevi sindaco è l'unico modo per ridare priorità alla nostra gente».

E Allevi, dal canto suo, chiede «un ultimo sforzo». «Continuare a starmi vicino, aiutarmi a (ri)portare le persone a votare» e «convincere chi non si è presentato ai seggi al primo turno di non perdere questa straordinaria ed unica opportunità». Il sindaco uscente - attacca Allevi - ha reso Monza «irriconoscibile e ora sta utilizzando la solita macchina del fango di una certa sinistra con il chiaro intento di buttarla in rissa evidentemente perché oramai a corto di argomentazioni».

Oggi, al fianco di Scanagatti, ci sarà il ministro della Giustizia Andrea Orlando del Pd. Nel corso della settimana prossima la volata finale del centrodestra con i big: giovedì mattina con Allevi ci sarà il leghista Matteo Salvini, nel pomeriggio è previsto l'arrivo del leader azzurro Silvio Berlusconi e venerdì a chiudere il governatore Roberto Maroni.