I bijoux firmati Bagatti Valsecchi

Gemelli, bottoniere, collane abbinate alla storica dimora

Elena GaiardoniChissà se nei nomi c'è una coincidenza che lega le persone attraverso l'infinito filo del tempo, ma la madre di Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, protagonisti della seconda metà dell'800, si chiamava Carolina, e alla giovane Carolina Ravarini, creatrice milanese del gioiello in rame, argento e pietre colorate, è stato affidato oggi il compito di pensare a cadeuax che diventino emblemi di palazzo Bagatti Valsecchi. «Ho scelto il giallo e il blu, perché sono colori ricorrenti all'interno del palazzo e perché il loro abbinamento genera un effetto cromatico elegante» racconta la Ravarini. Un paio di gemelli, una bottoniera e una collanina con una foglia in resina cobalto. Montati in argento, i gemelli e la bottoniera hanno perle in quarzo giallo e agata blu. Sono piccoli, sussurrano, delicati «e se dovessi definirli con una sola parola hanno un aspetto un po' assurdo, come è assurda questa storica casa milanese in via del Gesù 5. Alcuni milanesi non la comprendono, perché sembra l'esplosione del Rinascimento in pieno '800, invece è proprio questa sua cifra a renderla unica».L'arte vuole uscire dalle rigide caselle in cui l'attualità costringe l'espressività umana, ecco perché Carolina Ravarini ha pensato di abbinare una linea di gioie a una dimora che nel pieno centro di Milano parla attraverso dettagli incredibili, come una minisedia-vasetto in legno per bambini, dove anche l'ultimo erede della famiglia, Pier Fausto, oggi ottantenne, espletò i suoi elementari bisogni. Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi furono collezionisti e mecenati, caratteri originali sempre alla ricerca di un umanesimo applicato all'esistenza, basti pensare che furono i precursori dello sport ciclistico, figurando tra i fondatori del «Veloce Club» di Milano nel 1870. «Per questo una foglia blu, simbolo di leggerezza celeste» dice Carolina, i cui bijoux sono venduti anche da Il Giornale e si possono trovare al sito store.giornale.it.