Tra i candidati dei desideri ecco spuntare Farinetti e Vago

«Grazie a Matteo Renzi per questo anno intenso. Per me una grande esperienza. Grazie». Scrive così Andrea Guerra su twitter, per congedarsi da consigliere del premier. Passa a altro, va alla guida di Eataly: presidente operativo al fianco del fondatore della multinazionale del gusto made in Italy, ovvero Oscar Farinetti. Resta presidente, Farinetti, ma questo allentamento della presa operativa alza il tono della voce che ricomincia a circolare in ambienti renziani. E cioè che possa essere lui l'uomo di Renzi per Milano. È vero che il manager non è milanese, nativo di Alba e residente nei dintorni di Cuneo, e questo è il suo più consistente handicap, ma ha molte attività a Milano, è un self made man, ricco e dal profilo popolare, adatto a non dispiacere neppure alla sinistra radicale.

«Non ne abbiamo mai parlato, è un nome che non si è mai fatto» assicurano dalla segretaria regionale del partito. Ma certo può essere considerato «un auspicio della base». E un po' anche un anti Beppe Sala, un segnale di chi non considera il commissario Expo l'uomo adatto a scaldare i cuori di sinistra. Tanto più che anche Natale Farinetti detto Oscar ha un importante marchio Expo da spendere: suo tutto il quartiere dei ristoranti regionali, con tanto di torre, la macchina di santa Rosa da Viterbo che vigila sulle opere d'arte di Vittorio Sgarbi. Insomma, un mix piacione.

E veniamo all'altro nome le cui quotazioni sono in salita: è il rettore dell'Università Statale, il corteggiatissimo professor Gianluca Vago. Anatomo patologo, di ampie relazioni, gradito un po' a tutte le latitudini politiche, ha lanciato l'idea della Cittadella universitaria all'Expo ma non sembra disponibile a morirci impiccato. Così ha già pronto un piano b in Città Studi. Però è ormai bersaglio di chi lo teme: da qui notizie più o meno aggiustate che lo vorrebbero candidato dei 5Stelle. Se si aggiunge che Vago ha anche importanti frequentazioni leghiste, in particolare con il presidente della Regione, Roberto Maroni, che l'ha voluto come consulente della riforma sanitaria, lo si potrebbe addirittura considerare come colui intorno a cui si potrebbe costruire l'alleanza Lega- 5Stelle tanto temuta nel centrodestra. Lui si trincera dietro un no comment, ma nel silenzio non sembra di vedere un uomo dalle posizioni estreme.