I centri sociali le cantano al governo

Una Traviata come metafora della situazione del Paese e un tentativo piuttosto immaginifico di contrastarla attraverso un mercatino delle pulci. Dunque niente scontri o bombe carta ieri per la Prima della Scala. Solo un tentativo di Cub e centro sociali di contestare il «sistema» attraverso le armi dell'ironia i soliti sterili esercizi di violenza. Anche se non sono mancati momenti di tensione, quando alcuni giovani di Forza Italia hanno portato in piazza la loro protesta ma, aggrediti dagli antagonisti, hanno dovuto sgomberare in fretta, protetti dai carabinieri.
La giornata era iniziata come al solito attorno alle 13 con la sistemazione delle transenne tutt'attorno alla piazza per consentire ai curiosi di seguire l'arrivo degli ospiti e ai contestatori di esprimere tutto il loro dissenso, ma a debita distanza. Alle 14.30 lungo i marciapiedi cominciavano già a fermarsi parecchi passanti, attirati dall'imponente servizio d'ordine schierato dalla questura: circa 500 uomini, tra polizia e carabinieri, senza contare il personale il borghese. Poi sono arrivati i giovani del centro sociale «Cantiere» che in tutta libertà hanno tappezzato palazzo Marino di striscioni contro il governo, la crisi, gli sfratti. Il tono era grosso modo «Quando vivere è un lusso occupare è necessario», «Altro che coperte e housing sociale tenetevi le briciole ridateci le case» e ancora «il loro lusso è una provocazione ma quale sacrificio? Mutuo soccorso riappropriazione» e infine «ci pieghiamo, ci umiliamo, ma difendiamo il nostro diritto di lavorare... Noi non vendiamo la dignità». I giovani hanno poi allestito alcuni banchetti con libri e vestiti usati, torte e vin brulé. Non più di 150 in tutto, perché il resto dell'area antagonista, s'è tenuta alla larga.
Molto più originale lo «spettacolo» offerto dai Comitati unitari di base arrivati attorno alle 17, anche loro non moltissimi a onor del vero, forse un paio di centinaia. I militanti hanno srotolato numerosi striscioni tra cui uno che accusa gli «egregi rovinatori dell'Italia». Poi hanno issato un manichino con la tuta da lavoro della Pirelli e il volto di Marco Tronchetti Provera e tre dipinti che raffiguravano altrettanti storici marchi in crisi: Novaceta, Electrolux e Pirelli. Poi, mentre un altoparlante sparava il preludio di Travia, un improvvisato Giuseppe Verdi iniziava la narrazione dell'opera, adattandola alla situazione italiana, con un Traviata vittima di soliti profittatori, evasori fiscali, sfruttatori. Sulla base si sono esibiti due discreti cantanti, Alfredo ma soprattutto Violetta, con addosso una felpa della Electrolux.
Un brivido tra le forze dell'ordine quando dopo le 17 ha iniziato ad arrivare il pubblico, ma i contestatori hanno proseguito imperterriti, ostentando un olimpico distacco. Privando così la Prima di scontri, cariche e lanci di uova, ortaggi e petardi, come accadeva negli ultimi anni. Quasi che la crisi avesse contagiato anche l'animus pugnandi dell mondo antagonista.