I cinquanta scatti d'autore e i disegni che immortalano i Pink Floyd del Muro

Le fotografie di Appleby durante la lavorazione del film «The Wall»

Francesca Amè

La colonna visiva di un'epoca. Questo è stato The Wall, il film di Alan Parker, per molti di noi. Per lo meno per tutti quelli che ascoltavano i Pink Floyd e non si capacitavano degli «entra-ed-esce» della band fondata da Syd Barrett, «Il diamante pazzo» morto giusto dieci anni fa, dopo una vita di isolamento. The Wall è il sogno-incubo di Roger Waters che si prende il gruppo sulle spalle e nel '79 realizza uno dei loro album di maggior successo e da questo, insieme al regista Alan Parker e al disegnatore Gerald Scarfe, decide di farne un film. A 35 anni dall'uscita in sala della pellicola, arrivano in Italia per la prima volta le foto del backstage e alcuni scatti di scena che un giovane fotografo, David Appleby, fece durante la lavorazione.

Li vediamo a Milano in Behind The Wall (fino al 15 gennaio) da Arteutopia-Hernandez Gallery di via Copernico 8: 47 foto in bianco e nero e in grande formato insieme a una selezione di bozzetti e di disegni originali frutto del genio grafico di Scarfe. Ritroviamo un mondo, in questa mostra: quello degli anni '80 dominati dalle sonorità complesse dei Pink Floyd e da progetti artistici che, in modo avveniristico per l'epoca, mescolavano musica, cinema, animazione, poesia. Prodotta da Arteutopia e Clarart, Behind The Wall, dimostra ancora una volta quanto la fotografia d'autore stia vivendo una felice stagione di riscoperta: il lavoro di Appleby non è infatti un mero reportage sul set. Ci sono scatti con Bob Geldof (nel ruolo di Pinky, il protagonista e cantante del gruppo) mentre si rilassa tra un ciak e l'altro o mentre si fa truccare, foto con David Gilmour che spiega alle comparse come muoversi, immagini con Roger Waters davanti alla macchina da presa e poi tutti gli altri attori del film (la madre, il padre, la moglie, il medico).

C'è, esposto a Milano, anche lo scatto più sorprendente della serie realizzata da Appleby: è quello con le impalcature su cui sono posti i bimbi che vengono poi gettati via nel tritacarne, nella sequenza cinematografica che ha per colonna sonora la celeberrima Another brick in the wall. Se fossero state fatte in maniera tradizionale, ci troveremmo davanti a fotografie di cronaca, invece questi di David Appleby sono scatti capaci di emozionare ancora, e moltissimo: le note dei Pink Floyd paiono uscire da quadri in bianco e nero dominati da squarci di luce.