I film indipendenti in passerella all'Anteo C'è pure Sharon Stone

Sfilano in città le stelle del cinema di domani accanto alle dive più celebrate di Hollywood

Stefano Giani

Rigorosamente indipendenti. I film in passerella per il Miff awards non hanno nulla da invidiare alle opere in uscita attraverso canali di diffusione più ricchi e capillari che li lanciano sul palcoscenico mondiale. E proprio perché anch'essi meritano sottolineatura e rilevanza, le loro proiezioni appaiono come chicche e perle rare per un duplice motivo. In primo luogo è l'occasione sicura per non perdere titoli che hanno originalità e specificità uguali se non maggiori rispetto a pellicole più celebrate o pubblicizzate. Secondariamente perché - come ha spiegato Andrea Galante, direttore del Miff - «ha poco senso aiutare chi è già famoso. Molto, ma molto meglio contribuire a lanciare i nuovi nomi del firmamento cinematografico che verrà».

E, a proposito di stelle del grande schermo, sarebbe un errore pensare ai film indipendenti come ai fratelli poveri delle major. O meglio, economicamente, sono più poveri di sicuro ma la qualità è equivalente. Tanto è vero che Mothers and daughters di Paul Duddridge, divertente commedia di incroci fra madri e figlie, abbandonate e ritrovate, figurano Sharon Stone, Susan Sarandon e Mira Sorvino. Ben note al pubblico. Soprattutto ai maschietti. Anche i temi sono di grande attualità come Consumed di Daryl Wein che tratta di cibi modificati attraverso il discusso utilizzo degli Ogm. Un nuovo passo in cui cinema e alimentazione incrociano il loro percorso già storicamente documentato.

Da non perdere nemmeno Despite the falling snow di Shamin Sarif, adattamento di un romanzo dello stesso regista, che attraversa la contemporaneità dalla guerra fredda a oggi in una sorta di spionaggio che non risparmia colpi di scena. O come Accused di Paula van der Oest che tocca il delicato tasto della giustizia raccontando la storia di Lucia De Berk, che ha scontato ingiustamente molti anni di carcere in Olanda prima che gli fosse riconosciuta l'assoluta innocenza. Malagiustizia che, come si vede, non è difetto soltanto italiano.

Il cuore batte invece nel nostrano Il nostro ultimo di Ludovico Di Martino, insolito road movie di due fratelli che decidono di esaudire l'ultimo desiderio della madre appena scomparsa, portandola nella bara in riva al mare. O The challenge di Peter Williams in cui un padre si cimenta nell'Ironman, una delle sfide più ardue al mondo, trainando il figlio disabile di 40 chili prima che la sua malattia degenerativa lo conduca alla fine. Vieni a vivere a Napoli di Guido Lombardi è invece il documentario che rappresenterà l'Italia a Los Angeles in una vetrina di prodotti di casa nostra per il grande schermo.

La kermesse del Miff awards ha già operato la sua selezione e premiato i più meritevoli che riceveranno il cavallo di Leonardo. Accused vince per la regia, la miglior attrice e il montaggio. Despite the falling snow si aggiudica scenografia, cinematografia e musica. Il nostro ultimo prevale per la recitazione maschile. A Consumed vanno la sceneggiatura e l'attore non protagonista. Mothers and daughters conquista la miglior attrice non protagonista e The challenge è il miglior documentario. Il miglior film sarà invece scelto dal pubblico che voterà.