I forconi protestano, gli ultrà si accoltellano

C'è un po' di rivoluzione francese e un po' di Ghandi, qualche rivendicazione operaia, velleità da corteo studentesco e da lotta sindacale, molta ostinazione e forse un pizzico di qualunquismo. Eccolo, il movimento dei forconi. Gente di ogni tipo, età, estrazione sociale e condizione economica che vuole resettare l'attuale classe politica e non riconosce il presidente della Repubblica. Disposta a mettersi a terra, sull'asfalto gelato di piazzale Loreto, infagottata nelle sciarpe e avvolta nei cappottoni, per bloccare il traffico proveniente da viale Monza, viale Abruzzi, corso Buenos Aires, via Padova, via Porpora, via Andrea Costa, viale Brianza e via Andrea Doria. Riuscendo così a paralizzare il traffico e destabilizzare Milano. La non violenza che anima i circa 100 italiani che ieri hanno stazionato in piazzale Loreto dalle 10 fino alle 18.30, si è però scontrata, poco prima di mezzogiorno, con i tifosi olandesi dell'Ajax diretti allo stadio per il match serale di Champions League con il Milan. Ci sono stati tafferugli e momenti di tensione. Ma gli olandesi ubriachi hanno continuato per tutta la giornata mettere la città a ferro e fuoco. Prima hanno assaltato il Milan Point del centro poi l'ospedale Fatebenefratelli. Gli scontri più gravi al Meazza quando sono venuti a contatto con ultrà milanisti. Sono volate coltellate e il bilancio è di sei tifosi olandesi feriti e sei arrestati.