I giudici «graziano» il manager Expo, ma non Majorino E il partito lo isola

Se i giudici «graziano» Giuseppe Sala, ad alimentare sospetti sul commissario Expo che sta decidendo se partecipare alle primarie del centrosinistra è il suo possibile competitor, l'assessore Pierfrancesco Majorino. Lui è sceso in campo da 4 mesi, anche se il partito fa a gara per sminuirlo. Il faro è puntato su Sala. Anche ieri nel processo innescato da Majorino, si è schierato. Nel pomeriggio infatti è arrivata la condanna ieri a 4 mesi del direttore generale di Expo Christian Malangone, braccio destro di Sala, nel processo abbreviato che è scaturito dall'inchiesta a carico, tra gli altri, di Roberto Maroni su presunte pressioni esercitate dal governatore per far ottenere un lavoro e un viaggio a Tokyo a due ex collaboratrici. La procura aveva chiesto una condanna a una sanzione di 300mila euro per la società Expo, ma il Gup l'ha assolta. Singolare. Nessuna ripercussione mediatica su Sala, ma ci pensa Majorino a definire «preoccupante in sè e per Expo» la notizia della condanna a Malangone. «È la terza figura cruciale della società - ricorda - ad esser coinvolta in atti illegali». Si riferisce ad Angelo Paris e Antonio Acerbo, finiti al centro dello scandalo «appaltopoli» prima dell'avvio di Expo e legati al commissario. «Credo che la cultura dell'illegalità e la scelta delle persone sulla base della loro moralità - affonda - debba essere un prerequisito per la gestione della cosa pubblica». Anche il capogruppo regionale dei 5 Stelle, Stefano Buffagni, si domanda se «Sala non sapeva e vedeva mai nulla? Il Pd non lo candidi».Fanno quadrato invece gli esponenti Pd che sperano nella discesa in campo. «La malapianta dell'attacco giustizialista a fini politici non è ancora estirpata. Dispiace di vederla in atto all'interno della campagna per le primarie» contesta l'assessore Carmela Rozza al collega di giunta. Come sempre, attaccano anche il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri e quello cittadino Pietro Bussolati , «c'è chi guarda il dito e non la luna.a sentenza non mette in dubbio la correttezza di Sala, ma l'operato del direttore generale». Malangone», a cui lo stesso Sala ieri ha confermato apprezzamento, «le primarie non servono a delegittimare gli avvesari decidendo chi è di sinistra e chi no, chi è moralmente all'altezza». ». Per il senatore Franco Mirabelli se servono solo a screditare, meglio non farle».ChiCa