I graffitari dovranno anche risarcire Atm con 6mila euro

Nei giorni in cui Milano fa la conta dei danni e si rimbocca la maniche per cancellare i segni della furia black bloc, una piccola buona notizia arriva dal tribunale. Ieri, infatti, tre writer stranieri sorpresi alcuni mesi fa a imbrattare i vagoni della metropolitana della linea 3, sono stati condannati a pene fino a sei mesi di reclusione, ma soprattutto a risarcire Atm con 6mila euro. Una sanzione che sarà pagata con i soldi recuperati dalla vendita dell'auto che era stata loro sequestrata dopo l'arresto. «Siamo soddisfatti - ha commentato l'avvocato Paolo Grasso, che rappresentava l'azienda dei trasporti come parte civile - perché è stato riconosciuto il danno con un risarcimento immediatamente esecutivo».

I tre - due grafici di 21 e 22 anni residenti nella Svizzera tedesca e un giardiniere belga di 25 anni - erano stati fermati lo scorso 24 febbraio mentre erano al «lavoro» su alcuni treni del metrò al deposito di San Donato. Secondo la ricostruzione del pm Elio Ramondini, i tre facevano parte di una «crew» (una formazione) tedesca, che aveva scelto Milano come tappa finale di un lungo tour europeo passato anche per Barcellona, Berna e Roma.

Nel processo con rito abbreviato, il giudice ha riqualificato il reato di danneggiamento in deturpamento e imbrattamento e ha condannato Bayo Zeindler (belga anche accusato di resistenza) a 6 mesi e Damian Brem (svizzero anche lui accusato di resistenza) a 4 mesi e 20 giorni, pene sospese. Bayo Galo, belga, invece, è stato condannato a una multa di 600 euro. Il tribunale, invece, ha dichiarato l'inefficacia delle misure di divieto di dimora a Milano che erano state inflitte a Brem e Zeindler, data la sospensione delle pene.

Quello di ieri, dunque, potrebbe essere un precedente importante per i diversi procedimenti aperti nel tribunale del capoluogo lombardo contro i graffitari. Milano, infatti, è una delle mete preferite dei writer di tutta europa. Uno degli episodi più gravi avvenne nell'aprile di due anni fa, quandi un gruppo di giovani incappucciati assaltò un treno della metropolitana della linea 2 mentre stava transitando alla stazione di Villa Fiorita, e lo imbrattatò dopo aver dopo aver bloccato il convoglio azionando il freno d'emergenza e le leve di allarme, e aver malmenato il macchinista che aveva tentato di fermarli. In quell'occasione, i sette vandali - uno era minorenne - seminarono il panico tra i passeggeri gridando all'attentato, ma dopo l'indagine della Procura e della polizia locale vennero identificati e accusati di danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata e anche procurato allarme.