I grandi architetti raccontati al cinema

Tutto il mese documentari e «cult» sulla modernità. Oggi riflettori su Cuba

Continua in questo agosto l'attività della Fondazione Cineteca Italiana nell'ambito della XXI Esposizione di Triennale, con la proiezione di un ampio programma di opere che raccontano storie, luoghi ed ambienti della modernità. Oggi alle 18 allo Spazio Oberdan sarà la volta del documentario intitolato «Unfinished Spaces» (Alysa Nahmias, Benjamin Murray, 2011, 86'). Nel 1961 Fidel Castro e Che Guevara commissionarono a tre giovani architetti, Riccardo Porro, Vittorio Garatti e Roberto Gottardi, la creazione all'Havana delle Cuba's National Art Schools. Ma il progetto di quella che avrebbe dovuto essere «la più bella scuola d'arti del mondo» non è mai stato ultimato. Il film ricostruisce le alterne vicende della scuola, arrivando fino ai giorni nostri, con il suo riconoscimento come capolavoro architettonico del periodo della rivoluzione.

La rassegna all'Oberdan, che durerà fino al 30 agosto, conta in tutto 36 titoli, tra cui otto anteprime, sei capolavori del muto presentati con accompagnamento musicale dal vivo, cult movies, film documentari, grandi classici in edizione restaurata e alcune rarità. La rassegna esplorerà questo universo attraverso alcuni titoli in anteprima, tra cui «Berlin for sale», che descrive la corsa all'acquisto immobiliare nella capitale tedesca; «Le Corbusier (IIIII) Asger Jorn (Relief)», che mette in relazione due opere architettoniche apparentemente senza nulla in comune; «Tadao Ando», ritratto del grande architetto giapponese maestro del minimalismo; «Gaudí Le Mystere de la Sagrada Familia», «Shirley Vision of Reality», omaggio all'arte di Edward Hopper; «Animal Normal Conversazioni con Yona Friedman», incontro con l'architetto, designer e urbanista ungherese naturalizzato francese.