I grandi fotografi svelano la Milano di ieri e di oggi

In barba al caldo, alla crisi, alla voglia di scappare al mare, la città è tutta un fiorire di mostre di fotografia, a conferma del fatto che questa è sempre la capitale italiana della più giovane delle arti visive. Partiamo da Architetture svelate, aperta fino al 27 luglio a Palazzo Giureconsulti a ingresso libero: 56 scatti di otto giovani talenti emergenti affiancati da quattro opere di altrettanti maestri italiani della fotografia (Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Massimo Siragusa, Vincenzo Castella), per raccontare storia, spazi, volumi e forme di alcuni antichi palazzi storici del capoluogo lombardo. Soggetti della ricerca, dedicata alla valorizzazione del patrimonio immobiliare della Camera di Commercio di Milano, lo stesso Palazzo Giureconsulti sede della mostra, Palazzo Turati e Palazzo Mezzanotte. Aperta da lunedì a venerdì dalle 9 alle 18.
Basta fare quattro passi fino al Chiostro della Magnolia della Fondazione Stelline per un incontro con l'arte del ritratto di moda di Giovanni Gastel. Dell'internazionalmente noto fotografo milanese sono raccolti dodici clic dedicati alla figura femminile, in un percorso che insegue il tema del rosso, lo stesso colore che è protagonista della personale del pittore Mario Arlati allestita negli spazi interni della Fondazione. Gastel gioca con le forme e le tinte dei vestiti, si sofferma sul dettaglio di un paio di labbra vermiglio, su una collana, su lunghi capelli, o arriva al rosso mediante espedienti tecnici quali il viraggio di stampa. Una ricerca svolta sulle stesse sensazioni dell'autore, attraverso la tinta che ne è più carica.
Al vicino Palazzo della Triennale va invece in scena un omaggio al grande Luigi Ghirri nel ventennale della morte. Fino al 26 agosto saranno visibili cento fotografie dal celebre, poetico progetto ghirriano “Viaggio in Italia“, che il maestro curò nel 1984 e che divenne una sorta di manifesto intellettuale della scuola italiana di paesaggio. All'iniziativa, realizzata tra il 1972 e il 1983, presero parte venti autori oggi famosi. Tra loro Olivo Barbieri, Giovanni Chiaramente, Mario Cresci, Mimmo Jodice.
Le opere, che fanno parte delle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea, vengono presentate dopo un restauro conservativo sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Servizio architettura e arte contemporanee della Direzione PaBAAC.
Due appuntamenti impedibili anche allo Spazio Forma di piazza Tito Lucrezio Caro 1: fotografie, pitture astratte e figurative, polaroid rimaneggiate di Saul Leiter nell'esposizione “Le luci di New York“ che affianca il celebre reportage sugli “Zingari“ realizzato da Josef Koudelka nel secolo scorso prima di lasciare la Cecoslovacchia: 109 scatti esposti , gli stessi dello storico libro, che come in un grande affresco raccontano la vita dei gitani dell'Est europeo e che, per perfezione formale e compositiva, resta tra i capolavori dell'autore. Entrambe aperte fino al 16 settembre. Orari. 11-21, giovedì e venerdì 11-23; chiuso lunedì. Info: tel. 02.58118067; www.formafoto.it.
Chiudiamo in leggerezza ma non troppo, con “Scene da matrimonio“, personale del fotografo Daniele Del Castillo aperta fino al 2 settembre nel Foyer dello Spazio Oberdan. Un approccio con lo stile del reportage e della narrazione che sa rendere arte il racconto della celebrazione per eccellenza. Del Castillo nasce come fotografo giornalista. Ha lavorato con diverse agenzie e, dal 2007, al Corriere della Sera, prima di dedicarsi esclusivamente al wedding reportage. Inquadra anche cose insolite: i momenti di attesa, la smorfia di un ospite o il contenuto di un frigorifero, concentrandosi su ogni dettaglio che possa raccontare il giorno fuori da ogni clichè.